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giovedì 20 settembre 2012

Il torsolo nella mela morsicata. Ovvero: iOS 6 in una notte buia e tempestosa

Notte di fine estate.
Fuori dalla finestra imperversa un temporale che di estivo non ha davvero nulla. La "beta" dell'autunno, per rimanere nel tema di questo post.
Cammino su e giù nel buio della stanza da letto, sperando che il dondolio e la demenziale filastrocca abbiano un effetto soporifero su mia figlia.
Speranza vana, finché continua il concerto di tuoni e fulmini.
D'un tratto, nel vago chiarore della casa addormentata (tranne noi due), dalla scrivania ammicca il vivace schermo del mio iPad.
Il mela-coso non si attiva nel buio senza una buona ragione (non vorrete perdere gli sconti notturni di groupon?) perciò mi avvicino cautamente.
Un'allettante finestrella mi avverte che è finalmente disponibile iOS 6, il nuovo sistema operativo per tutti gli i-Cosi del mondo!
Evoluzione! Rivoluzione!
La mia vita sta per cambiare. Di nuovo.



Basta un click (ma come si chiama quando lo fai su un touchscreen? Boh. Un tocco? suona male. Pensate che brutto dire "fai un touch sul touchscreen" invece che "fai un click con il mouse")
Insomma riesco a farlo anche con la bimba in braccio.
La mia tavoletta melavigliosa (ok, questa fa pena) inizia la sua mutazione; nel buio della notte si imbozzola in una crisalide artificiale, sul cui dorso una sottile barra di stato vuota si riempie lentamente di bianco.
La metamorfosi avanza, mentre il temporale esaurisce gradualmente il suo impeto, e la mia bambina si calma.
Passeggio su e già, un'occhiata alle palpebre a mezz'asta di Marta, una alla crisalide.
In fondo vorrei solo andare a dormire, ma che posso farci.
Ho una figlia piccola, e ho un iPad. Non c'è scampo.
Il tempo scorre, ne perdo la cognizione. La barretta bianca avanza con sussulti quasi impercettibili. Nello stato in cui mi trovo, mi convinco che quell'indicatore rappresenti il processo di addormentamento di mia figlia.
Innocenti illusioni di un giovane padre.
Naturalmente alla fine mi ritrovo con l'iPad aggiornato e la figlia sveglia.
Forse anche lei è curiosa di vedere il meraviglioso universo che mi si dischiude?
Nel frattempo la farfalla elettronica dispiega le ali, la mela morsicata mi ammicca.
Guardiamo entrambi lo schermo che si anima. Io perché non vedo l'ora di sapere come sarà d'ora in poi la mia vita. Marta perché pur di non dormire guarda tutto ciò che emette luce.
Nei successivi minuti, scopro che ora posso condividere tutto su facebook e twitter con un semplice (click? Touch? Boh). Che posso parlare in italiano al mio iPad e lui eseguirà i relativi comandi; che possiedo un navigatore satellitare con le Mappe di Apple, le informazioni sul traffico e anche la vista in 3D. Che ho una Cartella per i VIP nella mia applicazione di posta elettronica. Che ho una applicazione orologio (questa è davvero rivoluzionaria!) e che posso condividere il mio flusso di foto in tutti i dispositivi connessi al cloud.
Ah, dimenticavo che posso vedere dove sono tutti i miei amici su una mappa.
Sono sbalordito. Non per tutte queste rivoluzionarie possibilità che mi si schiudono, ma del fatto che mia figlia si è addormentata.
Con infinite cautele, la poso nella sua cullina. Un dolce mormorio, qualche lamento, ma gli occhietti restano chiusi. Più di cento secondi. È fatta.
Mi stendo finalmente anche io, ultimo sveglio nella casa silenziosa.
Consulto ancora un po' la tavoletta magica. Poi (rapidamente) il sonno ha la meglio.
Più tardi, mi risveglio di soprassalto. Cosa sarà stato? Una minaccia? Il Rigurgito Assassino?
Nel buio scivolo verso la culla, rapido e silenzioso come un marine in Vietnam.
Lei dorme serenamente, il suo respiro lieve solleva il lenzuolino con gli ippopotami (il mio preferito).
Rassicurato torno al mio giaciglio.
Ma allora cosa mi ha svegliato? Un pensiero. Anzi, una serie di fatti che, approfittando del primo sonno, hanno trovato la strada dal mio inconscio alla superficie.
Anche il mio cane esegue semplici comandi pronunciati in italiano. E anche lui, solo se ne ha voglia.
Ho smesso di portare l'orologio anni fa, guardo quello del cellulare.
Non ho amici VIP. Solo amici che mi scrivono.
Non so dove si trovi il mio flusso di foto (ma cos'è un flusso di foto?)
Le mappe 3D e le informazioni sul traffico sono disponibili su googlemaps da quasi 5 anni. E persino Harry Potter alla fine ha buttato via la mappa magica con la posizione dei suoi amici.
E poi, non uso Facebook. Non ci sono, non ho un profilo.
Eh si, ho perso il treno, sono fuori, sono digitalmente diviso. Diversamente sociale.
Guardo la sagoma della culla di mia figlia, che spicca fra le ombre della stanza.
Dormi serena piccolina, hai ragione tu. Morsica oggi, morsica domani, della mela siamo giunti al torsolo.
Mi stendo di nuovo, chiudo gli occhi. Fra me e Morfeo ormai rimane solo un pensiero.
Fino al prossimo aggiornamento di iOS, come farò ad addormentare Marta così in fretta?
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