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martedì 23 ottobre 2012

Lupus Sapiens

Il grande lupo nero avvicinò lentamente il muso al lettino dove giaceva il piccolo.
Annusò il suo odore, intenso, di latte e di vita. Percepì la quiete del suo sonno inconsapevole.
Lo fissò a lungo, gli occhi gialli ridotti ad una stretta fessura.
Poi di colpo si allontanò, silenzioso come un'ombra.
Sulla porta della stanza, la sua compagna stava aspettando. Si sfiorarono il muso, in segno di saluto.
Poi lei chiese:
"Si è addormentato?"
Lui annuì. "Sì. Ora è tranquillo."
Lei gli si strofinò vicino "Sei bravissimo".

Il lupo si diresse verso il soggiorno dell'appartamento al decimo piano, che avevano occupato da qualche settimana, e si guardò intorno. Ormai cominciava a sentirsi a proprio agio in quello strano luogo.
C'era sempre il problema di salire fin lassù, lungo quello stretto sentiero, fatto di gradini tutti uguali e scivolosi. Specialmente per le famiglie che vivevano in alto sulla Grande Montagna.
A volte, quando si incontravano lungo quelle strettoie, fra i branchi scoppiavano ancora tafferugli. Ma ormai tutti si stavano abituando, specialmente i giovani.

Anche il loro cucciolo si era abituato a dormire nel giaciglio morbido e rialzato che avevano trovato dentro la tana.
Lui aveva ancora difficoltà a riposare. Preferiva stare per terra, dove c'erano stese molte pelli morbide, anche se lo infastidivano tutte quelle piccole luci che splendavano sul soffitto, e non tramontavano mai. Ma la tana era sempre calda, e riparata dalla pioggia.

Aveva sentito che alcuni capibranco avevano iniziato a portarsi le prede catturate dentro le tane, trascinandole su per la scalinata. Le infilavano in quelle strane aperture, che ancora odoravano di cibo. Alcune di quelle ronzavano, ed erano gelide. Lì pareva che il cibo durasse moltissimo tempo, invece che puzzare di carogna dopo pochi giorni.

Si affaccià all'apertura sulla parete, da dove poteva guardare di sotto, verso il piccolo bosco. Dall'altra parte, sorgevano altre montagne simili a quella dove viveva la sua famiglia. C'erano molte aperture sulle pareti lisce e verticali, tutte illuminate. A volte scorgeva le sagome di altri lupi dentro le nuove tane.
Sospirò. La sua compagna gli era venuta vicino.


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