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domenica 16 dicembre 2012

La ragazza vestita d'azzurro

Questo racconto è stato scritto per la partecipazione alla selezone "matrix antology" della casa editrice Homo Scrivens. E' quindi esplicitamente ispirato al mondo di Matrix.



La ragazza vestita d’azzurro guardò il cavaliere. I suoi occhi verdi scintillavano della luce del tramonto, che li inondava di luce dorata.
Era uno sguardo d’amore totale, completo. Lui smontò da cavallo, prese la mano della fanciulla e la baciò teneramente.
Si incamminarono abbracciati su di un prato fiorito, un dolce declivio che conduceva verso il lago. Passeggiarono lungo le sue rive, sorbendo dolce vino passito da coppe di cristallo. Il sole scivolò lentamente nelle acque profonde, che lo accolsero tingendosi di porpora.
Le gelide stelle scintillarono sui corpi nudi dei due amanti, un nodo inestricabile di passione.
Infine giacquero, sazi e stremati.

Miriadi di comete precipitavano sulla terra, colorando il cielo di silenziose esplosioni iridescenti.
“E’ bellissimo” mormorò lui all’orecchio della ragazza.
“Grazie” rispose lei, sempre in sussurro. “Sono contenta che ti piaccia il mio sogno.”
Ci fu un lungo silenzio.
“Perché dici così?”
“Perché non è reale.”
Un’altra pausa, poi lui riprese. Il suo tono era cambiato.
“Eravamo d’accordo che non ne avremmo più parlato.”
“Mi dispiace.”
“Al diavolo!” fece lui. Si alzò bruscamente e si rivestì in fretta. Lei non poté fare a meno di osservare il suo corpo scultoreo.
Il suo corpo… Chissà com’era davvero, il corpo di lui. E soprattutto, chissà dov’era.


Si erano conosciuti cinque anni fa. Era stato semplicissimo. Il più delle volte le vite dei Sognatori si incrociano inconsapevolmente; ma accade a volte che due si trovino e scatti una scintilla, creando un legame istintivo e atavico.
Si erano abbracciati come naufraghi in mezzo ai flutti in tempesta. Stretti per non annegare.
In un istante, la città intorno a loro era scomparsa, sostituita da una paradisiaca isola tropicale. Sulla sabbia bianca finissima avevano fatto l’amore per la prima volta. Era stato come entrare dentro sé stessi e guardare dall’interno il cristallo della propria anima.
Avevano parlato a lungo quella notte. Si erano raccontati tutto.

Entrambi avevano scoperto il proprio potere per caso: lei da bambina, giocando. Si divertiva a far sbocciare i fiori durante l’inverno. Lui molto più tardi, da adulto, quando aveva tenuto sospeso a mezz’aria un camion che stava per investire un ragazzino.
Tutti e due avevano pensato di essere loro stessi la causa di tutto. Poi gli altri Sognatori gli avevano fatto comprendere in pieno la verità.
Era stato comunque esaltante scoprire di poter manipolare qualcosa in Matrix, ed avevano dedicato anni a sviluppare il loro talento. Lei era diventata una vera maestra.

“E’ inutile cercare di farti cambiare idea, vero?” la voce di lui la strappò ai ricordi.
“Sì.” Fece lei.
“Potrebbero volerci anni per incontrare i Ribelli.”
“Lo so.”
“Potremmo non riuscire mai a ritrovarci, la fuori. Ci hai pensato?”.
“Certo. Ci penso tutte le notti”
Qualcosa nel suo tono lo intenerì. Lei sembrava solo una bambina spaventata. Ma aveva ragione e lui lo sapeva. Era tutta la vita che lo sapeva; cercava solo il coraggio di ammetterlo a sé stesso.

La scelta, per un Sognatore, era sempre la stessa. Essere un dio in un mondo che non esiste, o un fuggiasco nell’orrendo mondo reale.
Si guardarono intensamente, pur nella luce incerta della notte. Non servivano altre parole. Restava una sola cosa da fare.
E in quel momento, per entrambi, l’universo cessò di esistere. Al suo posto avvampò una luce violenta, poi dilagò un freddo pungente, continuo e implacabile. Pareva scaturire dall’anima; sarebbe durato per sempre.



Molto tempo dopo, fradicia e coperta di terra marcia, una donna arrancò fino al punto in cui si era posata una Nave. Picchiò al portello, graffiò l’acciaio con le unghie per il timore di non essere udita.
Quando la raccolsero piangeva. Ripeteva in continuazione “venticinque anni…”. Più tardi raccontò di essere una Sognatrice, di essersi disconnessa da sola.
Le sue vesti, ridotte a brandelli, erano azzurre.


parole chiave: fantascienza, matrix, racconti brevi, concorsi letterari