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venerdì 21 dicembre 2012

La selezione



La sveglia suonò molto prima dell'alba e Marcello balzò giù dal letto. In un istante era passato dal sonno ad uno stato di controllata eccitazione. La doccia non lo rilassò.
Scese in cucina finendo di sistemarsi la cravatta. Sua moglie lo aspettava in vestaglia, seduta alla tavola già apparecchiata.
Si era alzata in silenzio per preparagli la colazione. Si scambiarono un breve bacio. Lui mangiò in silenzio, mentre lei lo guardava cercando di trattenere le proprie emozioni.
Quando si alzò per uscire, gli aggiustò la cravatta e lo baciò di nuovo.
Stavolta non riuscì a trattenere una lacrima. 
"Coraggio tesoro" fece lui "Andrà tutto bene"
Lei annui, sorrise. La strinse a sé per un momento, poi uscì nel buio.

Mezz'ora dopo fermò l'auto davanti ad un complesso recintato di edifici, fuori città. A quell’ora la periferia era completamente deserta. Le luci dei lampioni tremolarono e si spensero.
L’alba faceva capolino, rischiarando un pezzo di cielo sospeso fra i cavi dell'alta tensione.

Marcello scese dall'auto e si avvicinò all'ingresso; la guardia controllò la sua lettera di convocazione e le impronte digitali.
Un'altra guardia, oltre il cancello, gli fece cenno di seguirlo. Percorsero insieme un vialetto curato ed entrarono in uno degli edifici più piccoli. Fu scortato lungo in dedalo di corridoi fino ad una grande sala d’attesa, luminosa ed elegante.
La sala era deserta, ad eccezione di una ragazza pallida, dall'aspetto fragile, con i capelli castani sottili sciolti sulle spalle. Lui le sorrise cordialmente e lei ricambio il saluto. Sembrava triste.

Marcello si accomodò in silenzio.

Dopo qualche minuto una porta interna si aprì. Ne uscì un uomo di mezz’età. Era vestito con un impeccabile abito intero, color fumo di Londra e indossava un paio di scarpe lucide dall’aspetto costoso. Aveva il viso disteso e rasato di fresco.

Avanzò con passo sicuro verso il centro della stanza e annunciò:
“Buongiorno. Vogliate seguirmi prego.”

Senza attendere risposta si voltò e infilò la porta da cui era entrato, lasciandola aperta. La ragazza magra scattò in piedi e lo seguì  nervosamente. Marcello entrò subito dopo, con passo più lento.

Dall’altra parte si apriva una stanza luminosa. Alla parete di fondo c’era una scrivania circolare che ricordava il desk di un check-in. Vi era seduta una giovane donna, avvolta in una tunica nera. Aveva le labbra rosse e gli occhi azzurri. Sorrideva in modo affabile. 

La donna si rivolse ai due candidati e gli consegnò alcuni moduli.
Erano diverse pagine. Non era cambiato molto dall'ultima volta. Per lo più riguardavano le passate esperienze lavorative, ma c’era anche qualche domanda attitudinale. Un’intera sezione era dedicata agli interessi personali e alla vita sociale.
Dopo alcuni minuti, la segretaria con la tunica nera passò a prendere i questionari. Li ritirò con calma, sempre sorridente, poi tornò alla sua scrivania

Marcello e la ragazza magra rimasero seduti uno a fianco all’altra senza guardarsi. Lei sedeva rigida, con  le mani nervosamente strette in grembo, lo sguardo fisso davanti a sé. Lui si sforzò di assumere un’aria più distesa e di guardarsi intorno. Pensò che per lei doveva essere la prima volta.
Incrociò lo sguardo della donna con la tunica nera, che gli sorrise affabilmente.

Un telefono trillò da qualche parte, e la ragazza alla scrivania rispose. Poi mise giù il telefono e annunciò:
“Signori, potete accomodarvi per la selezione.”
Marcello si alzò per primo  e fece un gesto cortese alla ragazza. Lei gli restituì un altro sorriso triste e lo precedette attraverso una porta vetrata. Al di là c’era una stanza bianca, completamente vuota.

La segretaria attese che fossero entrati, poi chiuse la porta alle loro spalle. Marcello sentì distintamente lo scatto della serratura. Senza che potesse impedirlo, il suo cuore accellerò i battiti.
Lui e la giovane erano fermi uno di fronte all'altra, ma non si guardavano negli occhi. Una voce annunciò:
“Lista di collocamento comunale n°36. Sezione 22 del 14 aprile 2041. Il computer sta esaminando i profili e fra qualche minuto verrà effettuata la selezione."
Marcello e la ragazza si guardarono brevemente. Entrambi aveva  un’espressione neutra e cortese, per nulla angosciata. Dopotutto, erano dei professionisti.

Passarono alcuni minuti. Marcello ripassò mentalmente i punti di forza del proprio curriculum. Lo faceva ogni volta, aiutava a non cedere al panico.
Dalla sua aveva tre figli sani, un bagaglio di competenze tecniche e molta esperienza nel settore dell'energia, un DNA senza grosse magagne e un buon equilibrio socio-psicologico. Certo i cinquantaquattro anni pesavano come un macigno.
Guardò l'altra candidata. Era giovane, probabilmente sana. Certo, sembrava un pulcino bagnato, ma poteva essere una tattica...
La voce dell'altoparlante gracchiò di nuovo.
"Analisi dei profili completa. Verrà ora eseguita la selezione. Per facilitare il processo, si consiglia ai candidati di rilassarsi e chiudere gli occhi".

Come ogni volta, Marcello seguì il consiglio.
Si udì un sibilo crescente, poi il crepitio di una scarica elettrica lacerò l'aria. Nel petto di Marcello esplose una sensazione di esaltazione euforica. Se senti la scossa, non sei stato fulminato.
Davanti a lui il corpo senza vita della ragazza giaceva scompostamente a terra. Dalla schiena le saliva un sottile filo di fumo.
La voce parlò di nuovo.
"Il candidato Marcello Rossi è stato ritenuto idoneo all'attuale impiego e posizione sociale. Si confermano tutti i diritti e i doveri e il Livello di Cittadino attualmente in suo possesso."

La porta alle sue spalle si aprì. Mani premurose lo sostennero mentre, vacillante, usciva di nuovo nella sala d’attesa. La giovane attendente con la tunica nera gli sorrideva con affetto. C’era una luce nei suoi occhi azzurri, di palese ammirazione e stima.
Marcello ne trasse forza. Ce l’aveva fatta: era riuscito a superare la sua quarta selezione, conquistandosi il diritto di mantenere il suo posto nella società. Raddrizzò la schiena, sorrise. Dimenticò la ragazza senza vita distesa di là. Non era certo colpa sua, erano le leggi del mercato. Lei era uno scarto, lui  un vincente.

La ragazza vestita di nero gli consegnò il certificato di avvenuta selezione.
Lui ringraziò con distacco cortese, professionale. Poi si diresse fuori,  ad occupare il suo posto nel mondo.

“Arrivederci Signor Rossi.” Gli disse la giovane quando fu sulla soglia.  “Ci vediamo fra quattro anni.”



Parole chiave: fantascienza,  racconti, futuro, lavoro, colloquio