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domenica 3 marzo 2013

Del broccolo strinato (per genitori ai fornelli e non)


Succede che a volte siamo a pranzo dai suoceri.
Che, si può obiettare, se capita di domenica, in Italia, non è né insolito né degno di nota.

Ma intanto son lauti pasti, allietati da buona compagnia e passan via che è un piacere, che all’ora di andarsene ti dispiace, ci son poche domeniche e troppe robe con cui riempirle.
E questa è una fortuna, non di tutti, di star bene a pranzo con i suoceri che ti dispiace andar via.

Poi ci sono i broccoli saltati di mia suocera.

Affidati alle sue cure, le verdi infiorescenze giungono in tavola proprio bene. Son cotte al punto, né troppo acquose, né troppo secche. Hanno un qualcosa a cui solo la prova diretta renderebbe giustizia, una composizione alchemica fra la tenera succosità della verdura e una consistenza carnosa, come di polpa ben rosolata. 
Per scoprirla il tatto, che nel palato abbonda, ti indica la via, ma ci voglion gli altri sensi per svelare il mistero.

Va individuata, come la singola nota in una sinfonia, una stilla aguzza di lieve amaro; ed un refolo di aroma, pungente di appena men che bruciato, dev’essere scovato con narici attente. Lo sguardo poi non mancherà di notare qualche punto in cui il broccolo, sorta di frattale, interrompe la sua natura ricorsiva e sempre uguale a sé stessa laddove il calore lo ha colpito, bruciacchiato, arrostito appena un po’.

Questo è il segreto, il cuore del mistero del broccolo strinato. Ciò che colpisce non è tanto scoprire che l’amata brassicacea, anzi che esserne rovinata, dall’eccesso di calore ne guadagna in sapore e consistenza.

Ma è apprendere che l’equilibrio perfetto, al netto degli anni ai fornelli, si raggiunge quando di loro ci si dimentica, e solo un po’.

Quando si lascia il tegame al suo destino, rivolgendo altrove l’attenzione, ad altre cure, ai fornelli o più in là.
Avendo però cura di tornare a vedere e non troppo tardi, di intervenire non quando ormai l’arrosto è già a tutto fumo. Si scoverà così l'attimo in cui il giusto mezzo si è raggiunto e non superato, l'eccesso di fiamma non è stato eccessivo, il broccolo è strinato, ma non incenerito. 

Oh che buona dritta per chi dovesse fare il genitore, quando i rampolli scalpitano e han voglia di toccar con mano un fuocherello che non promette buono.
Si lascian fare, per un po’. Si guarda da un’altra parte, qualche volta. Ma, prima che poi, si prende la padella per il manico e si da una bella rimescolata, rimettendo le cose al posto giusto.

Se si cucina bene, broccoli e figlioli si prendono qualche strinata. Ma una puntina, quel po’ di giusto, tanto appena che rimane e si ricorda.

E nella vita, come in cucina, difficilmente guasta.