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martedì 4 giugno 2013

Casa nuova

La casa nuova ha quell'odore, estraneo e familiare insieme, che hanno tutte le cose all'inizio. Fanno così anche le case, certamente, ogni volta che cambiano inquilino; sono nuove per te, che ci vieni una sera di primavera e lei ti aspettava, con le tapparelle tirate giù, i pavimenti puliti in fretta, le mura tinteggiate, tutto messo a posto come se fosse davvero la prima volta, che ci entra qualcuno.
Lo sappiamo entrambi che sono balle: sono un inquilino veterano, io.
So che adesso sembri un sogno perfetto, bella come una ragazza al primo appuntamento. Mi guardo in giro e sulle spalle sento il tuo, di sguardo. Avverto  la presenza inquieta dei tuoi difetti, quegli angoli ammaccati nei mobili, quei cigolii di armadi, quel tremolio di cassetto fuori squadra, quel rumorino insopportabile che farà una delle tue finestre quando qualcuno, da basso, aprirà il portone del condominio.
 Mi guardi mentre sistemo le poche cose che ho portato stasera, ti domandi quando arriverà il resto, dove lo metteremo, se ci piaceranno i tuoi spazi, se stravolgeremo le tue abitudini o le faremo nostre.
Se ti odieremo, se saremo lontani, assenti, sempre di passaggio, o se invece ti riempiremo di gioia, di amici, di dolci momenti nostri che saranno anche tuoi e che non potrai mai raccontare a nessuno (ma saranno parte di te).
Sento vibrare la tua tensione, mentre mi guardo in giro e faccio la lista delle cose che mi servono stasera; mancano molte cose e sono le tue mancanze, piccola casa nuova, che adesso devo correre fuori e rimediare, se voglio sedermi alla tua tavola e sentirmi, per la prima volta, a casa con te.
Torno presto.
La porta si apre e tu adesso mi accogli con le serrande aperte, la dolce luce del tramonto che ti illumina dentro. Ci guardiamo nell'ultima luce, siamo belli tutti e due, stasera.
Io, avanguardia della famiglia che sta per venire qui, armi e bagagli (questi ultimi soprattutto) e ti farà sua, oh sì, non temere. E tu che, vecchia o nuova, sei comunque casa nostra, da oggi.
Avremo tempo per conoscerci tutti, capirci, allearci, proteggerci a vicenda per molti, molti giorni.
Ma stasera è ancora un momento indefinito, teso fra sospetto e consuetudine, in cui siamo io e te, una sospensione di estranea familiarità, un ossimoro che non si capacita di esistere.
Rilassati, mia nuova casa. Stasera si festeggia.