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martedì 9 luglio 2013

I confini dei Conigli

Si entra nel vivo della preparazione della seconda edizione del Carnevale della Letteratura, ed alcuni, affascinanti contribuiti cominciano ad arrivare dai più remoti confini del regno dell’umano sapere.
Già, perché di questo si parla, visto che il tema del prossimo Carnevale è “luoghi di confine”.
Al Carnevale, ve lo ricordo, è possibile partecipare fino al 31 luglio, inviando la segnalazione di un contributo originale sul vostro blog all’indirizzo di posta del blog del Coniglio Mannaro (spartacomencaroni at gmail).

Succede poi che, insieme ai contributi, alcuni dei veterani dei ben più affermati Carnevali scientifici ci fan notare come il tema del confine sia talmente ampio da esser quasi… “sconfinato”.
E se questo da un lato è un bene, dovendo appunto i carnevalisti occuparsi di sconfinamenti fra diverse discipline, ambiti e sfaccettature delle arti e delle emozioni dell’uomo, dall’altra parte l’eccessiva libertà potrebbe disorientare e scoraggiare.
Per cui ho pensato di riproporre alcuni vecchi post del Coniglio Mannaro e di altri blog, che NON partecipano al prossimo carnevale, ma che rappresentano, ciascuno a suo modo, un’interpretazione del tema, una sua lettura particolare.

Lo scopo di questo lavoro non è anticipare il Carnevale o fargli una sorta di spoiler, ma rileggere da un altro punto di vista alcuni dei nostri e vostri lavori che possono fornire uno spunto per la creazione di nuove storie!

Consideratelo quindi un “prequel” del Carnevale, una sorta di post numero zero, liberamente interpretabile, che spero possa stimolare la vostra creatività ed ispirarvi per questa avventura.
Perché sono così tante le possibilità che ad elencarne qualcuna non si esaurisce certo la fantasia, anzi, speriamo proprio di innescarla e farla divampare!


Per cominciare, sempre a proposito di Conigli, vorrei proporvi un romanzo, “La collina dei conigli” di Richard Adams. Una lettura affascinante, in cui si possono cogliere spunti molto interessanti. C’è un continuo richiamo ad un’idea di confine inteso come limite alle nostre quotidiane certezze, che ci rassicurano, ci proteggono ma contemporaneamente ci ingabbiano. Superare questo limite può generare un tale timore che l’idea stessa di farlo diviene sconveniente, eretica, illegale o immorale.
Gli animali antropomorfizzati protagonisti delle avventure del libro si trovano inoltre a fare i conti con il limite (presunto) delle proprie possibilità, nella necessità di scegliere fra rischiare ciò che sembra un’impresa impossibile e perdere tutto per l’assenza di altre alternative.

Infine, se avete guardato la pagina di wikipedia che ho linkato, vedrete come il libro di Adams si sia prestato, negli anni, ad un’incredibile quantità di “sconfinamenti” nei più svariati generi espressivi, dal cinema, alla musica punk, perfino ai cartoni animati!

D’altronde il concetto di limite è qualcosa di non soltanto misterioso e affascinante, ma anche fonte di continui ed inattesi spazi nuovi, luoghi che si nascondono, per così dire, nell’interno stesso del limite, svelandosi mano a mano che ci si addentra nelle sue complessità.
Come non pensare all’affascinante mondo dei frattali, dove all’infinito si svolgono sempre nuovi orizzonti, indifferenti alle dimensioni in cui cerchiamo di racchiuderli?
Il Coniglio ha cercato di raccontare il fascino di questo mondo, scoperto nell’infanzia, in un post che appunto si chiama “Il bambino curioso nel mondo frattale”.
Ma sono tantissimi gli spunti affascianti che originano da questo stuzzicante argomento; esempi per tutti il meraviglioso post di Leonardo Petrillo su Scienza e Musica, che parla di Frattali e Musica, o lo straordinario lavoro di Annarita Ruberto  che su “Matem@aticamente” mette a disposizione dei suoi studenti e di chiunque sia curioso idi addentrarsi in questo argomento, una serie di strumenti di approfondimento.

Ed è proprio seguendo le tracce lasciate da questi appassionati divulgatori che li personaggio di un racconto del Coniglio si addentra in un  piano immaginario  dove i confini fra le dimensioni, all’aumentare della complessità dei numeri coinvolti in uno strano gioco surreale, sfumano e collassano l’uno sull’altro.

Ma abbandoniamo per un attimo la matematica e dedichiamoci a quelle situazioni in cui, più di frequente,  il confine è inteso come barriera. Questa può essere fisica, come nel caso di una muraglia o di un ostacolo insormontabile, ma sovente diviene il simbolo di un muro che chiude noi stessi dall’esterno, e viceversa. Su questo tema esistono illustri esempi, ad esempio il meraviglioso libro di Torey Hayden, “come in una gabbia”, che consiglio con tutto il cuore.
Anche il Coniglio Mannaro ha provato a parlare della sensazione di essere dall’altra parte di un muro, simbolico o reale, che può essere contemporaneamente limite di un mondo negato e finestra su qualcos'altro.

Che dire poi di quell’immensa voglia di andare avanti, violenta ed invincibile, che spinge viceversa a cercare il confine estremo, il limite assoluto e supremo che deve necessariamente esistere, pena la perdita di senso della realtà stessa che ci circonda? La letteratura è straordinariamente ricca di capolavori che affrontano questo tema, basti pensare all’Ulisse di Joyce e a quello, struggente, di Dante.
Insomma la ricerca del Confine come chiave di lettura indispensabile per interpretare e accettare la realtà, come in questo racconto del Coniglio e in molti altri, ben più affascinanti e suggestivi.
Ad esempio, il confine come separazione incolmabile, ineluttabilmente in espansione, è un tema trattato con rara maestria nel meraviglioso racconto “I Sette Messaggeri” del grande Buzzati.

La letteratura, specialmente quella del novecento, secolo in cui molto si scrisse sull’inquieto rapporto fra reale e irreale, è ricca di capolavori che narrano dei momenti di passaggio, come i confini fra il giorno e la notte, o il sonno e la veglia. In queste circostanze a volte le barriere sfumano, si allentano, tutto diventa possibile e raggiungibile. Fra i luoghi in cui i confini sfumano nell’irrealtà si possono annoverare anche un misterioso negozio di ceramiche, un caffè fuoriorario, e un bar prima dell’alba.

Di confini che si sovrappongono (come nella meccanica quantistica) si parla spesso su blog spettacolari come “Quantizzando”, che occupandosi di gatti quantistici mi ha ispirato roba tipo scusa micio e sovrapposizione.

Ce ne sarebbe quasi all’infinito. Superfici algebriche, dall’andamento sinuoso e magico, in cui si smarrisce ogni riferimento e un piano sconfina nell’altro; ne  parla incantevolmente il blog di Popinga e a ciò si ispira “Sedicesimo punto di fuga”…

… Ma qui ci fermiamo, di spunti ce n’è abbastanza, ed è ora che inizi il viaggio del Carnevale, quello vero, fino ai confini!