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domenica 18 agosto 2013

Di castelli, funzioni e vanità dell'opera umana

Per il maschio umano adulto, una delle maggiori attrattive offerte dalla frequentazione di una spiaggia d'estate al seguito della propria famiglia è la possibilità di applicarsi alla costruzione di castelli di sabbia.
La straordinaria duttilità della rena bagnata e la sua indiscutibile abbondanza sul posto ne fanno l'elemento ideale per riprodurre con poco sforzo fedeli ricostruzioni di antiche fortezze ispirate all'arte militare di tutte le epoche, dotate di torri, bastioni, mura, merlature, guglie, piazzeforti e, per i più esigenti, interi sistemi di fortificazione muniti di passerelle, fossati e canali comunicanti fra loro e con il mare.  


L'occupazione ludica, a cui si dedicano con variabili risultati bagnanti maschi di tutte le età, ha invero origini antichissime e annovera uno stuolo di serissimi estimatori, veri professionisti delle scienze edili balneari che non disdegnano dedicare parte del meritato riposo estivo alla partecipazione a competizioni articolate e di grande impegno. 

http://www.repubblica.it/scienze/2012/08/03/foto/l_arte_dei_castelli_di_sabbia-40312081/1/

Beauty and the beast
Beauty & the Beast  This was the winning sculpture in the 2007 "Tournament of Champions." This "Grandmasters" competition held annually in British Columbia was only open toprevious medal winners from the prior two decades editions of the World Championships of Sand Sculpture. (more)
Nella mia condizione di giovane padre talassofobico, il castello di sabbia rappresenta una sorta di nemesi esistenziale. I tentativi di costruirne uno, cosa che mi permetterebbe di sentirmi a mio agio nell'ostile e terrifico ambiente balneare, devono fare i conti con la presenza di mia figlia, che attraversa una fase di marcata ed implacabile distruttività costruttiva (ossimoro con cui si vuole qui indicare la tendenza del bambino di un anno a demolire qualunque oggetto per poi intrattenersi piacevolmente con i suoi frammenti, ricomponendoli in forme alternative all'originale e del tutto prive di qualunque funzione).

Nell'osservare la ragguardevole abilità sviluppata dalla mia semenza nell'individuare immediatamente gli elementi architettonici salienti delle strutture da me abbozzate e la pratica raggiunta nel demolirli direttamente e senza alcun indugio, ho notato che è possibile rappresentare matematicamente la probabilità di una costruzione di sabbia di sopravvivere per un tempo T. 

Tale intervallo di tempo è funzione della distanza D a cui si trova l'infanta rispetto alla costruzione, della velocità v alla quale la piccina è in grado di avanzare sulla sabbia, e di un paio di variabili di cui diremo fra breve. 

Dopo alcuni tentativi sperimentali con secchiello e cronometro, ho dunque appurato che:

T = D/v + (K1/K2)

K1, la prima costante, rappresenta l'intervallo di tempo necessario all'opera materiale di demolizione, ed è funzione della dimensione del bambino, della dimensione e complessità della costruzione, oltre che del tipo di sabbia e del suo tasso di umidità. 

K2 invece è un parametro numerico che si assegna sperimentalmente e che dipende dalle circostanze esterne che influenzano il comportamento del bambino, quali la presenza di altre necessità o stimoli (fame, sonno, distrazioni, oggetti o persone interessanti) che riducono l'interesse della costruzione paterna agli occhi della prole luddista.


Al termine della mia mattinata di osservazioni ho potuto appurare che in questa fase è in atto una congiuntura particolarmente sfavorevole alla realizzazione di opere in sabbia, in quanto:
- D tende ad assumere valori molto bassi, in virtù dell'età e del comportamento sopra descritto della piccola, elementi che rendono impossibile perderla d'occhio per tempi superiori ai 15 secondi; 
- v è in costante crescita e migliora molto sulla sabbia
- K1 è molto piccolo (mani grandi, colpo d'occhio, sabbia fine, giornata ventosa)
- K2 è molto vicino allo zero in questo periodo (visto che mia figlia sembra aspettare soltanto che io incastri insieme due oggetti qualunque per separarli immediatamente con gesto repentino e deciso). 


Non mi rimane che aspettare tempi più favorevoli, confidando nel fatto che, proprio stamani, un ragazzino di qualche anno più grande di mia figlia guardava con interesse i nostri tentativi costruttivi e distruttivi, mostrando di volersi avvicinare per partecipare alla fase edile. 
Purtroppo, prima che potesse concretizzarsi la speranza di avere un inatteso alleato, il piccolo è stato precipitosamente trascinato via da una solerte genitrice, ansiosa di evitare un contatto interfamiliare.

Sarà per la prossima volta?