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martedì 24 dicembre 2013

Delusione d'amore

Quando il Cartografo uscì dalla cabina del comandante, sbatté il pesante portellone con tanta forza che le pareti dell'alloggio tremarono violentemente. Fuori di sé per l'ira, il possente ufficiale si allontanò, imprecando a voce alta e calpestando con falcate rabbiose il pavimento del corridoio.
La giovane in attesa fuori dalla stanza notò le sgraziate impronte, che gli zoccoli avevano lasciato sul delicato tappeto di erbaseta, e scosse sconsolata la testa.
“Sono solo degli animali” sibilò mentre bussava rispettosamente alla porta del suo comandante.
“Che altro c'è?”
La voce del Signore, sebbene attutita dallo spesso portello, le parve imperiosa e profonda. Lei adorava sentirlo parlare. Un brivido di emozione si fece strada attraverso la sua pelle, traslucida e tesa, mentre pronunciava in fretta il proprio nome. Dopo alcuni istanti udì lo scatto secco della maniglia e il boccaporto si aprì con un sibilo.
Il Signore era in divisa e la fissava dal basso con il suo sguardo fiero e intelligente. Le lunghe appendici flessuose del tronco fluttuavano lentamente intorno al corpo basso e tozzo, portando le mani sottili a disegnare elaborate carezze nell'aria.

Lei cercò di ignorare il fascino che le suscitava quell'elegante gesticolare e sperò che la pelle del ventre non le fosse fiorita, rivelando in modo sconvenientemente esplicito la propria eccitazione.
“Ho i dati delle ultime scansioni” disse, cercando di controllare il tremito nella propria voce.