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sabato 12 aprile 2014

Fractal Chiantishire

Per noi, che in Toscana ci siamo nati e viviamo di nuovo lì, in un modo o in un altro, anche per noi questa nostra terra ha posti non svelati, mai del tutto compresi, inesplorabili.
Luoghi non geografici, ma reali, dove si può andare, si può nascere o scegliere di viverci, una sola o tutte le tue vite. Ma non si conoscono mai, non si comprendono tutti, e non puoi abbracciarli in una volta sola con lo sguardo.
Ci sono le colline coperte di vigne, isole mutevoli, separate da ingannevoli oceani di bruma; e distese di boschi, con dentro i loro castelli, punteggiate da paesi di uomini, con famiglie di pietre, perché è sottile il confine fra una città di alberi e una foresta di persone.

Luoghi in cui puoi viaggiare. Ci sono persino delle strade, per esempio, che dichiarano di attraversare il Chianti, dai vaghi confini. Ma fuori dalla strada, ciò che si scalda al sole in morbide pieghe erbose è un frattale, fatto di colline e di mura, di vecchie pietre e scorci nascosti di giardini segreti. Perdersi è possibile e potrebbe succedere di non ritrovare, al ritorno, la stessa strada, ma di smarrirsi fra i profili frastagliati, di collina in collina, contemplando il sole che si rintana fra le querce, sfuggendo l'orizzonte e ritardando la notte.
Per noi, che ci torniamo ogni volta da una via diversa,  il Chianti è anche il Malborghetto, dove di perduto c'è soprattutto il tempo, che si ferma fuori dalla porta, ad aspettarti in silenzio, insieme al segnale del cellulare. Piccolo incanto di luci e profumi, che ti circonda mentre tu mangi, e ti stupisci del vino vero, della carne, profumata di prati stesi al sole, che ti si scioglie  fra le labbra,  dolce come un tramonto, buona come il fuoco di legna che ha conosciuto, ma appena un poco.  Il Malborghetto dove noi siamo stati, insieme,  per due volte, tutte e due per guardarci negli occhi e dirci che era vero, che aspettavamo un bimbo (perché le cose, o alcune di loro, diventano vere soltanto nei luoghi non del tutto reali).
Il Malborghetto, dove il cuoco voleva fare l'ingegnere e poi, per fortuna, non l'ha fatto; ma il perché chiedetelo a lui, se ne troverete la via.
Noi siamo già ripartiti, seguendo un'altra strada, di collina in collina. Al di là del Chianti c'è Siena, la mole delle Scotte e le torri chiare, ed ancora oltre è Val d'Orcia, con il verde del grano, il grigio delle crete, e strade bianchissime e cipressi contro il cielo. Ma questa è un'altra storia; è storia per domani.