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martedì 8 aprile 2014

Quell'improvvisa certezza

Arrivano all'improvviso, questi momenti. Quando succede capisci subito che non c'era modo di prepararsi prima. A volte penso che in fondo passiamo la vita ad aspettarli, a domandarci se possiamo fare qualcosa, per essere pronti ad affrontarli, quando capiteranno. 
Quando in una sera qualunque, dopo un giorno di incerta primavera, lo senti tutto ad un tratto, che è arrivato proprio quell'attimo. Sei lì, fra qualche parete che hai imparato a considerare casa, con i suoi oggetti comuni e quell'insieme peculiare di immagini, voci, ed altri suoni, che chiami famiglia. 
Stai lì davanti all'armadio e all'improvviso senti che è diventato impossibile, continuare a fingere; a far finta di niente, a seppellire la tua consapevolezza oltre l'orizzonte di ogni giorno. Sperando che con il tempo, in qualche modo, tutto torni a posto. 


La realtà ti sbatte davanti agli occhi senza avvertirti. E' una secchiata gelida e spazza via l'illusione, che si possa ancora attendere, rimettere insieme i pezzi, trovare altre combinazioni per far tornare i conti. 
Guardi tua moglie, vorresti prendertela con lei, ma sai che in fondo la colpa non è sua: certe cose si scombinano con il tempo, nonostante gli sforzi che facciamo ogni giorno per evitarlo; forse lo fanno da sole, punto e basta. 
Così ho preso la mia decisione. L'ho detto a lei e adesso, anche se mi sento un po' ridicolo, lo confesso in questo blog, una cosa scritta fra le tante.
Penserete magari che avrei potuto aspettare ancora, prendere tempo, riflettere più a lungo, prima di una scelta tanto drastica e definitiva. Ma io lo so, che sarebbe stato inutile. E poi, semplicemente, non ce la facevo più. 
Così, da un momento all'altro, ho preso tutto il mucchio e l'ho buttato nella spazzatura. 

Pazienza se mia moglie dovrà ricomprarmeli: io non li sopportavo più, tutti quei calzini spaiati!