Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

martedì 27 maggio 2014

Distopia Coniglio 01 - come creare un mondo e raccontarci delle storie

Perché un blog che si occupa di short stories e scrittura creativa dovrebbe realizzare una dettagliata descrizione di una distopia, intesa come futuro alternativo, più o meno plausibile, derivato da elementi storici reali?
La risposta, per  il Coniglio, è nella natura stessa della Fantascienza classica: prendete il ciclo della Fondazione di Asimov, o i suoi romanzi del Ciclo dei Robot, per citare due pietre miliari del genere. Gli eventi narrati affondano le loro radici nella realtà storica: non è un mistero che l'autore abbia preso ispirazione dalle vicende dell'Impero Romano dal II al V secolo per raccontare della Caduta di Trantor, e tutto quel che ne consegue.
Ma come ogni albero ben cresciuto, la novella fantastica è capace di proseguire il suo sviluppo ben oltre la propria radice, svettando con la chioma verso un cielo aperto di possibilità.

Così, quando io e Michele Scarparo ci siamo imbatttuti in questo articolo: "Collasso Globale e Colonie Resilienti" di Alessandro Corradini, pubblicato sul blog  "Effetto Risorse" del professor Ugo Bardi, abbiamo fiutato aria di racconti.

La possibilità di scrivere di un mondo possibile, alternativo, originale e non troppo distante dal nostro, ambientandovi le nostre storie, facendoci respirare dentro i nostri personaggi, ci ha catturato subito. 
Così abbiamo pensato di partire con qualcosa da condividere nei rispettivi blog: nel caso del Coniglio, abbiamo optato per una distopia, non ancora una storia di senso compiuto, ma una ricca ambientazione che ne delinei con precisione lo scenario. 

Ognuno di voi, se lo desidera, è libero di partecipare al progetto, prendendo spunto dal post originario e realizzando il proprio contributo liberamente. O, se lo desiderate, traendo ispirazione dalla Distopia che trovate di seguito (con l'ottimistica presuntuosa idea che altre ne seguiranno, l'ho chiamata "Distopia Coniglio 01")
L'unico "requisito", che è più che altro un auspicio, è quello di condividere con noi il frutto della vostra fantasia!

Tutto quello che trovate scritto qui di seguito è frutto di pura fantasia dell'autore e non ha altra attinenza con il lavoro o la persona del dr. Corradini, argomenti sui quali non si intende esprimere alcun tipo di giudizio. Non vi è altra finalità oltre a quella di prendere spunto da alcuni degli elementi dell'ipotetica società delle Colonie Resilienti, da questi teorizzata, per scrivere il background di uno o più  racconti di fantascienza.

0 - Background
Nella seconda metà del XXI secolo l'esaurimento delle risorse naturali del pianeta e la compromissione delle capacità di omeostasi della biosfera subiscono un'ulteriore accelerazione, di entità tale da superare i catastrofismi dei più pessimistici modelli matematici predittivi in uso nei decenni precedenti.
Significativi incrementi della temperatura media seguono il progressivo aumento della CO2 che, ben oltre la soglia psicologica delle 500 ppm, continua a salire superando le capacità di compenso del ciclo dei silicati. 
L'inasprirsi di fenomeni già iniziati nella prima metà del secolo (migrazioni da carestia, desertificazione di larga parte dell'Africa tropicale ed equatoriale, incremento esponenziale di tifoni e inondazioni costiere, riduzione significativa della produzione agricola nelle zone temperate) si affianca e aggrava la già irreversibile crisi dei modelli politico-sociali delle società industrializzate. Le strutture sovranazionali entrano in crisi, incapaci di reggere alla spinta protezionistica dei singoli Stati: trattati su immigrazione e regole sul commercio sono sempre più frequentemente disattese, mentre organismi come le Nazioni Unite e  la WTO assumono un ruolo progressivamente marginale e simbolico.
Le istituzioni militari subiscono un analogo collasso, frammentandosi anche all'interno degli stessi Stati in organismi a carattere sempre più territoriali, impegnati a mantenere l'ordine pubblico e difendere i confini delle zone con più abbondanza di risorse dai movimenti di popolazione.
Al declino economico-militare fa compagnia quello politico-istituzionale. Unione Europea, Stati Uniti, Federazione Russa e le compagini governative di Cina, India, Sud-Est Asiatico e Unione Australiana sono accomunate, a partire dagli anni '20 del XXI secolo, da un inarrestabile inviluppo, caratterizzato da immobilismo legislativo, burocratizzazione e inefficientismo delle istituzioni centrali, incremento esponenziale della corruzione e frammentazione del potere a livello locale. Rinascono, specialmente in Europa, potentati e autonomie territoriali che ricalcano gli antichi confini feudali: formalmente proiezioni del governo accentratore, sono nei fatti dei principati autonomi che perseguono lo scopo di preservare (accaparrare) risorse e gestiscono privilegi e potere in maniera clientelare, aggravando quasi sempre la situazione della cittadinanza.
Ultimo e più marcato segno del collasso è l'abbassamento del livello culturale della popolazione generale, per la quale si esponenzializza il paradosso di massima diffusione delle informazioni personali e di costume, di scarso o nullo rilievo culturale, e di perdita di profondità dei contenuti, con progressivo declino dell'istruzione, delle competenze tecnico-scientifiche, abbandono di qualunque tipo di interesse per le questioni etiche, politiche e storiche (società iperconnessa con gap culturale e declino cognitivo)

0.1 -Progetto ooriginarioisS rimanda la post originale "Collasso Globale e Colonie Resilienti" per la trattazione dei pilastri fondanti della società del MCR
- Elite culturale, "piccolo gruppo di cittadini coscienti e risoluti in grado di cambiare il mondo"
- Modello economico (tassazione temporale e sistema delle Omniteche)
- Modello produttivo (efficienza sostenibile)
- Modello sociale (diffusione della cultura e prevenzione sociale) 

1 Storia delle Colonie (dalla fondazione alla fine del II secolo)

1.1 Sviluppo

1.1.1. Il Movimento Colonialista Resiliente
Il movimento colonialista resiliente (MCR) si sviluppa negli ambienti elitari delle civiltà occidentali come argomento di discussione teorica e divagazione scientifica fin dai primi decenni del XXI secolo. Con il progressivo aggravarsi della situazione geo-politica iniziano a prendere piede e a concretizzarsi materialmente due distinti progetti, entrambi ispirati all'idea di fondo, ma facenti riferimento a filosofie e obiettivi radicalmente diversi.
I due gruppi manterranno, di comune accordo, ben distinte le proprie strade, impegnandosi in linea di principio a condividere i punti salienti dello sviluppo del progetto e a coordinare le fasi cruciali della sua realizzazione operativa. 
Pur professando l'intento di costituire due germi "distinti e complementari" di una rinascita sociale e politica del genere umano" (cfr. 2.2 - Dichiarazione di Calcutta, 17 ottobre 2048) di fatto, le aree territoriali in cui fondare le due prime installazioni coloniali iniziali saranno scelte volutamente agli antipodi, in modo da rendere improbabile una futura conflittualità fra i due poli. 
Convenzionalmente, all'interno dei territori colonizzati è in vigore un calendario speciale, che fa coincidere l'inizio dell'Era delle Colonie con il 1 gennaio del 2056, anno di fondazione delle Colonie Gemelle degli Urali Orientali (cfr. 1.1.2)
1.1.2 Fondazione delle Colonie Gemelle degli Urali Orientali 
Il complesso scenario geo-politico degli anni '40 - '50 (cfr. Punto 2.2) consente ai gruppi di progetto di passare più agevolmente alla fase operativa di fondazione e sviluppo delle prime Colonie. 
Nell'emisfero Boreale, le élite del MCR sono rappresentate prevalentemente da esponenti di gruppi industriali e magnati dell'energia, appartenenti ad una cerchia, inizialmente minoritaria, di plutocrati illuminati, che riconoscono nelle idee e nel progetto del Movimento una credibile alternativa al collasso del sistema. 
Per tale ragione le prime colonie boreali sorgeranno  nella regione di Krasnoyarsk, fra Kazakhistan e Mongolia, su territori privati, o acquistati dagli oligarghi della Federazione Russa o concessi in comodato d'uso dal governo centrale, ben felice di delegare ad un gruppo organizzato la gestione amministrativa e il controllo di vaste porzioni periferiche del territorio.
Sebbene sia sopravvissuta al collasso della vicina Unione Europea, infatti, l'istituzione federale russa subisce nel corso del I secolo dell'Era delle Colonie un processo di disgregazione  che condurrà, quasi un secolo più tardi, alla formalizzazione dell'autonomia di ampi territori del nordest asiatico, che finiranno per confluire nell'area di influenza dei Regni Nippo-Continentali (cfr. 2.5)
In questo contesto le Colonie Boreali avranno la funzione, per tutto il I secolo e soprattutto alla fine del II, di baluardo difensivo, militare e culturale, della Federazione, che di fatto sopravviverà, almeno fino alla Guerra delle Sorgenti, grazie alla presenza del territorio gestito da MCR ad est, e all'assenza di minacce, provenienti dalle caotiche e inselvatichite regioni dell'Europa Continentale, ad ovest.  
1.1.3 Fondazioni delle installazioni scientifiche dell'Australia occidentale
La realizzazione operativa del programma di fondazione delle colonie australi risente della necessità di reperire le risorse necessarie all'acquisto tradizionale di materiali, mezzi e alla realizzazione delle infrastrutture di base. La zona prescelta è la regione occidentale dell'Unione Australiana, caratterizzata, fin dagli anni '30 del XXI secolo, da decenni di progressivo spopolamento e abbandono degli insediamenti. 
I rappresentanti del MCR-Sud acquistano gradualmente vasti appezzamenti di latifondo, dove, con una lenta ma costante opera di investimento, installano una rete di infrastrutture primarie finalizzate all'estrazione di acqua e calore dal sottosuolo, e allo sfruttamento di queste risorse come fonte primaria di energia. Gli anni successivi alla Dichiarazione di Calcutta vedono la crescita esponenziale degli sforzi che culminano, il 3 agosto del 2058, nell'inaugurazione della prima stazione scientifica, energeticamente autonoma, a cui faranno seguito nel giro di pochi mesi altre due analoghe stazioni. Questi tre gruppi si espanderanno rapidamente fino a raggiungere, nel giro di pochi anni, la dimensione di piccole cittadine. Per quasi tutto il I secolo, le colonie boreali manterranno una popolazione inferiore alle 25.000 unità complessive, dedita ad una produzione agricola di sussistenza e alla ricerca scientifica di base. Fino all'avvento dei Regni Latino-Sudafricani, le Colonie del Sud rimarranno di fatto quasi completamente prive di relazioni diplomatiche e di contatti con il resto del mondo.

1.2 Espansione geografica

1.2.1 Colonie Boreali 
Nel I secolo i confini territoriali delle Colonie si andranno progressivamente espandendo da un enclave in territorio sovietico, corrispondente all'area rurale a nord-ovest di Krasnoyarsk, fino ad occupare una larga striscia di territorio, estesa per circa 500 km in direzione est-ovest e di circa 150 km in direzione nord-sud, che assicurerà, fino alla prima metà del II secolo, la capacità di assorbire gli attriti fra gli emergenti domini Nippo-Continentali e ciò che resta degli stati Russi. Il progressivo squilibrio dei rapporti di forza fra i due gruppi, nella lotta per il predominio sull'Asia orientale, e la crescente importanza militare ed industriale assunta dal MCR, sfoceranno nella Guerra delle Sorgenti, combattuta negli anni fra il 175 e il 180 dalla Fondazione,  al termine della quale il predominio territoriale del MCR nell'emisfero Boreale giunge ad inglobare anche la parte occidentale dell'antica Mongolia.

1.2.2 Colonie Australi
L'area coloniale australe si sviluppa su un territorio di forma circolare, di circa 750 km di diametro, dislocato nell'area nord-occidentale dell'isola australiana; formalmente il terreno è ancora, alla fine del II secolo, appartenente all'Unione Australiana, ma nei fatti è stato lasciato a sé stesso dopo un processo di spopolamento e abbandono, avvenuto con grande rapidità, agli inizi degli anni '30 del XXI secolo. Le tre colonie iniziali, poco più di stazioni scientifiche ed energetiche, sono disposte ai vertici di un triangolo equilatero iscritto nel confine circolare dell'area coloniale. Nel corso dei primi 200 anni di storia, all'interno del territorio sono gradatamente sorti nuovi centri, soprattutto a partire dalla seconda metà del II secolo, quando a seguito dei Trattati di Assistenza Tecnico-Sanitaria le colonie Australi sono state oggetto di un notevole flusso migratorio da parte delle élite culturali dei Regni Latino-Sudafricani. Consolidandosi quindi la caratteristica di installazioni a carattere scientifico, il territorio è stato sottoposto, negli ultimi decenni del II secolo, a processi di terraformazione e adattamento alle tecnologie di produzione ecosostenibile sviluppate dalla ricerca coloniale. La realizzazione di infrastrutture per la gestione del microclima ha condizionato il paesaggio rurale in maniera significativa: le torri dei condensatori e le cupole delle serre rendono di fatto le Colonie Australi qualcosa di molto simile ad un insediamento extraterrestre. 

1.3 Popolazione, demografia e sviluppo
Anche dal punto di vista demografico la differente vocazione delle due aree di influenza MCR (tecnocratica ed espansionistica nel nord, oligarchia illuminata a carattere scientifico nel sud) condiziona in maniera distinta lo sviluppo demografico e il saldo migratorio.
Le Colonie Boreali vivono fin da subito dopo la fondazione una fase di boom economico e demografico, sia per l'incremento della natalità che per l'imponente richiesta di ingresso, da parte di fasce attive della popolazione degli stati circostanti, in pieno sfaldamento. La quantità di manodopera specializzata, specialmente nel settore dell'alta tecnologia e della tecnologia militare, viene efficacemente assorbita dal sistema di garanzie sociali della civiltà coloniale delle prime decadi, particolarmente attento a non tradire i principi della Dichiarazione di Calcutta. Vengono evitati fenomeni di sfruttamento salariale ed iperproduzione, mantenendo un attento controllo degli ingressi, facendo coincidere puntualmente ai nuovi flussi di popolazione la fondazione di sempre nuove colonie.
Sarà questa capacità di assorbire le competenze tecniche e scientifiche provenienti dal collasso euroasiatico a consentire la sopravvivenza prima, e lo sviluppo poi, del background di conoscenze occidentale, giungendo ad una vera e propria età dell'oro che, con riferimento alle precedenti fasi storiche di rapida crescita produttiva ed innovazione tecnologica, è stata definita "terza rivoluzione industriale". 
Le colonie australi, viceversa, rimarranno demograficamente molto contenute fino alla prima metà del II secolo, quando si faranno consistenti i flussi migratori conseguenti ai Trattati di Assistenza Tecnologico-Sanitaria con i Regni Latino-Sudafricani (cfr. 2.4)

1.3.1 Elite culturale
Il modello di base dell'élite culturale-scientifica conserva dunque, nelle declinazioni delle due esperienze coloniali, una profonda radice comune, ma assume nel contempo una morfologia diversa e speculare.
L'élite boreale nasce come plutarchia illuminata, sviluppa la riflessione su una gestione efficiente e positivista del materiale umano a disposizione, ponendosi come credibile alternativa all'imbarbarimento delle conoscenze e dei costumi, divenendo tecnocratica e, nei limiti imposti dai sovrani principi di sostenibilità e di una economia orientata alla realizzazione globale dell'individuo, approda ad una forma particolare di espansionismo che è stato felicemente definito, nel corso del I secolo, "imperialismo filantropico", caratterizzato da un annessionismo non violento, finalizzato al recupero sociale e culturale delle popolazioni limitrofe e del loro bagaglio culturale e scientifico. 
I massimi esponenti delle singole Colonie raccolgono, a partire dall'inizio del I secolo,  un crescente consenso delle  Assemblee Spontanee, organo collettivo di gestione della cosa pubblica, formato da rappresentanze di tutti i cittadini ed accessibile per iscrizione volontaria (cfr. 1.4.2.3) fino a formalizzare l'istituzione dei Notabili delle Colonie, che di fatto funzionano da rappresentati nei sempre più frequenti consessi decisionali riguardanti la gestione dell'area boreale MCR nel suo insieme.
Questo sistema di governo troverà la sua massima applicazione durante gli anni della Guerra delle Sorgenti, assumendo il ruolo di Stato Maggiore delle forze coloniali boreali e conducendo una brillante campagna difensiva che porterà all'annessione delle propaggini nord-occidentali dei Principati Nippo-Continentale.
Viceversa, nell'emisfero australe la caratteristica prevalentemente accademica dell'oligarchia fondante viene mantenuta fondamentalmente inalterata per i primi 150 anni di sviluppo, periodo nel quale gli sforzi delle Colonie rimangono focalizzati prevalentemente nello sviluppo  delle tecniche di produzione ecosostenibile e di terraforming. 
Gradualmente, alle impostazioni sociali di base si affianca un sistema di meritocrazia intellettuale che culmina nella costituzione, entro il I secolo, dei Comitati degli Illuminati e della élite minoritaria dei "Luciconnessi" (cfr. 1.4.1.1 e 1.4.1.3)
Il sistema di terraformazione e di trasformazione del paesaggio fa assumere alle Colonie un aspetto marcatamente agricolo, con ambi spazi boschivi ed aree di coltivazione intensiva all'interno delle quali è ricercata costantemente un'armonizzazione antropico-naturale, espressione topografica del pensiero filosofico dominante, definito "ritorno maturo".
Con questa espressione i filosofi boreali, a partire dall'inizio del II secolo, indicano una corrente culturale che auspica il recupero di un nuovo rapporto fra uomo e natura, basato sulla nuova consapevolezza dell'essere umano del suo ruolo di trasformatore, custode e amministratore delle risorse naturali. 
Sarà tale approccio ad impedire che l'aumento della pressione migratoria, successiva allo sviluppo delle relazioni di assistenza tecnologica e sanitaria verso i Regni Latino-Sudafricani, si traduca in un incremento demografico incontrollato.  

1.4 Organizzazione economica, produttiva e sociale
Nel paragrafo sono descritti i diversi fattori organizzativi relativi all'impostazione economica, alle regole e strategie produttive, ai determinanti del tessuto sociale. Per tutti questi punti si fa riferimento ai principi di base (cfr. 0.1 e seguenti).
Giova ricordare come tutte le colonie abbiano mantenuto fede al presupposto di base (economia non monetaria) sia all'interno che, con motivate eccezioni, verso l'esterno (utilizzando appositi algoritmi di conversione bene-denaro e un meccanismo di "riciclaggio" per il quale l'avanzo monetario della transazione viene riconvertito immediatamente in beni reali).

1.4.1Colonie Australi
Non esposte per lungo tempo a pressione migratoria, inserite in terreni penalizzati dal punto di vista della fertilità e piuttosto isolati dal punto di vista logistico, pertanto inizialmente ignorate dal mainstream degli eventi, proseguono il percorso originario sviluppando una economia di sostentamento di tipo rurale, con utilizzo moderato di tecnologie industriali, mettendo a punto tecniche di sfruttamento sostenibile del suolo (serre idroponiche, generatori di microclima) che permettono di raggiungere un livello produttivo flessibile, mantenuto costantemente adeguato al solo sostentamento della popolazione residente (inibizione di ogni programma di iperproduzione, esclusi per principio i fini commerciali, di esportazione o di aiuto umanitario)
Sono aperte all'immigrazione controllata, ma mantengono un approccio selettivo ed elitario: sono ammessi rappresentanti di tutti i popoli purché in grado di contribuire in maniera significativa allo sviluppo filosofico, sociale, artistico e culturale del territorio colonizzato. Il saldo migratorio viene mantenuto costantemente e rigorosamente ampiamente al di sotto delle capacità produttive dell'ecosistema, secondo una logica di "riserva funzionale naturale"

1.4.1.1 Economia australe 
- La tradizionale forma di tassazione temporale è affiancata da un sistema di "compartecipazione delle abilità cognitive", riservata ad elementi particolarmente dotati dal punto di vista intellettivo. Vi si accede su invito di un Comitato centrale e successiva selezione (esami psicoattitudinali, test medici, colloquio ideologico-motivazionale). Il percorso è riservato a personalità del mondo accademico -scientifico o artistico - selezionate dal Comitato degli Illuminati di ogni Colonia, organismo che si rinnova ogni 5 anni tramite votazione con suffragio limitato ai 300 membri dell'Accademia Culturale di ogni colonia.
La compartecipazione delle abilità cognitive comporta la connessione neurale con il sistema informatico distribuito della Colonia, che prende il nome di "Luce", incrementandone la potenza di calcolo e influenzandone indirettamente le linee di ricerca scientifica (vedi punto 1.4.1.3.1).
L'élite (che prende il nome di "Luciconnessi") è esonerata dalla tassazione temporale e, di fatto, non contribuisce materialmente alle attività comuni. 
- evoluzione del sistema delle Omniteche. Come nel sistema boreale, anche le colonie australi hanno subito un progressivo fenomeno di specializzazione, a seguito dell'aumento delle colonie e dello sviluppo di connessioni fra le installazioni, con potenziamento dei trasporti e dell'industria. Tuttavia questo processo è secondario rispetto a quanto avvenuto nell'emisfero opposto e, di fatto, ogni colonia ha conservato la propria ricchezza in termini di differenziazione produttiva. Le Omniteche sono rimaste pertanto sostanzialmente inalterate in termini di organizzazione e funzionamento negli ultimi due secoli. 
Coesistono installazioni più piccole, di quartiere, prevalentemente dedicate al rifornimento di generi di prima necessità, e strutture più grandi, veri e propri magazzini generali, dove si trovano articoli specializzati e forniture di grandi quantitativi. Tutti accedono e prelevano il materiale necessario, con un sistema di soglie piuttosto flessibile, basate sulla disponibilità generale e stratificate per età e condizioni di salute, all'interno delle quali non c'è un particolare controllo sui consumi. 

1.4.1.2 Produzione Australe
Rimane invariato il principio di fondo per cui la produzione economica deve perseguire il benessere psico-sociale dei propri membri, oltre a garantire la loro salute e l'integrità fisica delle colonie. Nelle società tardo-coloniali, sia boreali che australi, il concetto di "difesa del territorio" è strettamente connesso al concetto di "salute pubblica": ciò è particolarmente sentito nell'emisfero boreale  (vedi punti 1.4.1.3 e 1.4.2.3)
A sud, le linee di sviluppo sono state sempre più influenzate dalle variazioni di sensibilità della Rete di Luci (cfr. 1.4.1.3.1) e pertanto la produzione industriale, con l'eccezione di una piccola quota di macchinari agricoli e armamento difensivo passivo, è quasi esclusivamente finalizzata alla ricerca scientifica. 
Sempre per il principio secondo cui la Rete di Luci, interpretando il sentire comune delle menti maggiormente illuminate, fa discendere da esso i pieni produttivi industriali, all'inizio del III secolo dalla fondazione, nei centri maggiori dell'emisfero sud si incrementa la produzione di sistemi per il potenziamento cibernetico dell'intelligenza.
L'aspirazione del singolo individuo è infatti quella di scalare la gerarchia culturale, conquistando un posto nell'Accademia ed essere eventualmente eletto fra i Luciconnessi. 
Un crescente movimento d'opinione, nella fase tardiva del II secolo,  inizia a criticare il processo di iperproduzione di questo tipo di componentistica, riconoscendovi una pericolosa deriva verso il male originale delle società capitalistiche pre-coloniali. 

1.4.1.3 Società Australe 
L'Accademia Culturale e il Comitato degli Illuminati sono di fatto l'unica istituzione di natura governativa ammessa nella società australe. Hanno competenze strettamente limitate all'organizzazione delle  attività accademiche, della ricerca scientifica e della valutazione dei titoli di carriera dei singoli studiosi. 
Tutto ciò include comunque l'incombenza, decisamente strategica, di occuparsi dei calcolatori di ogni colonia e del loro interfacciamento nella "Rete di Luci", il cui sistema decisionale, integrato con le connessioni neurali dell'Elite Luciconessa, si occupa di organizzare le attività amministrative, la produzione industriale, la gestione della tassazione temporale, il flusso migratorio, la progressione delle azioni di terraforming. 
Le attività dei coloni consistono prevalentemente in un impegno lavorativo ad orario, rigidamente e precisamente organizzato da istruzioni dirette fornite dalla Rete, e in un'elaborata e ricca gestione del molto tempo libero, che viene impiegato in attività culturali e percorsi formativi personalizzati. Il superamento dei corsi più prestigiosi costituisce titolo preferenziale per inclusione nelle Accademie e nelle cerchie ristretti di Comitati degli Illuminati, e rappresenta di fatto un vero e proprio status symbol. 

1.4.1.3.1 Ricerca scientifica, la "Rete di Luci" e il sistema di propagazione delle conoscenze
Il sistema di controllo del computer è basato sugli input neurali dei "Luciconnessi", che agiscono con il principio dei "Potenziali d'azione": la somma delle idee, sensibilità ed emozioni dei singoli spinge il computer ad agire secondo una precisa linea di pensiero a breve e lungo termine.
Nessuno ha un'idea precisa di come funzioni il complesso sistema decisionale, ma nella cultura australe è radicata una piena fiducia in questo complesso apparato decisionale diffuso, definito "compucrazia rappresentativa", con l'intento di indicare la doppia componente, calcolatoria e umana, che elabora le strategie operative delle Colonie. 
Inoltre è diffusa l'opinione, oggetto di speculazione filosofica e di ricerca sperimentale, che la Rete di Luci si sia da tempo autonomamente interfacciata con le componenti biologiche e l'ecosistema del territorio coloniale, giungendo ad includere gli elementi di tutela in grado di garantire il rispetto della "riserva funzionale naturale".
La teoria alla base di questa linea di ricerca prende il nome di "rientro consapevole", indicando la capacità dell'essere umano e della società coloniale di gestire, trasformare e preservare consapevolmente il pianeta. 

1.4.2 Colonie Boreali 
Le colonie dell'emisfero nord si sviluppano sotto un'importante spinta demografica e migratoria, assumendo rapidamente il ruolo di baluardo della civiltà in un'epoca e in un territorio che vede il collasso e la frammentazione di compagini nazionali comprendenti complessivamente quasi 2 miliardi di cittadini.
Gli effetti di questa situazione comporteranno un elevato livello di selezione degli aspiranti cittadini, la necessità di mantenere contingenti militari numerosi e  tecnologicamente avanzati, in grado di agire come deterrenti verso le azioni di saccheggio dei popoli vicini, il progressivo sviluppo di una filosofia di filantropismo culturale e meritocratico, secondo la quale il MCR assume il ruolo di civilizzatore e di selezionatore degli elementi migliori delle popolazioni vicine, affinché ne sia preservato il patrimonio scientifico e culturale. 

1.4.2.1 Economia Boreale
- Le istituzioni delle omniteche sono mantenute fondamentalmente inalterate per tutto il I e il II secolo, presentando lo stesso modello organizzativo di quelle australi (piccoli empori di quartiere e grandi magazzini nei centri cittadini. In questo caso però, data la maggior crescita demografica implica la maggior presenza sul territorio del secondo tipo di omniteche. 
Differenza fondamentale rispetto alla controparte australe è la maggiore tendenza alla specializzazione della produzione industriale dei singoli centri, cosa che implica una analoga settorializzazione delle principali omniteche e un maggior flusso di scambio commerciale (non monetario) fra gli insediamenti. 
Accanto all'istituzione di base dello scambio, vengono fondate, già dai primi decenni dell'esperienza coloniale, le istituzioni delle Armerie. Questi centri, che funzioneranno sia da depositi di armamenti che da caserme e centri di formazione per le reclute, forniscono ai cittadini che desiderano intraprendere la carriera militare tutto l'occorrente in termini di mezzi, armamenti, conoscenze e addestramento tattico. Nel periodo immediatamente successivo alla Guerra delle Sorgenti, le Armerie saranno inoltre centri di sviluppo di movimenti di pensiero, partendo dai quali  si realizzerà il definitivo superamento della mentalità assistenzialista-filantropica delle origini, per giungere ad una concezione del MCR come "garante della pace e dello sviluppo dei popoli", obiettivi da perseguire, se necessario, con la forza militare. 
- Le Colonie Boreali istituiranno un sistema di tassazione temporale che include, su base volontaria, un periodo di servizio militare. L'opzione consente di incamerare, per ogni anno di servizio, un bonus di esenzione dalla tassazione temporale ordinaria, che permette di godersi, di fatto, un lungo periodo sabbatico al termine di ogni campagna.

1.4.2.2 Produzione Boreale
Il paradigma della produzione sostenibile verrà drasticamente mutato nell'esperienza coloniale dell'emisfero nord, sia per motivi legati alla mentalità (industriale ed imprenditoriale) dei primi fondatori, sia, soprattutto, sotto la spinta delle circostanze esterne. 
Nel corso del II secolo verrà teorizzato il concetto per il quale il benessere dei cittadini, al quale è tradizionalmente finalizzata e misurata la produzione industriale, coincida con la sicurezza e l'integrità del territorio.
La produzione industriale è quindi particolarmente incoraggiata, così come lo sviluppo delle conoscenze scientifiche che consentono di mantenere alti livelli produttivi con un consumo ridotto di risorse strategiche. Inoltre vengono apportate significative e rapide migliorie alle principali attività industriali, finalizzate a raggiungere livelli di durabilità e facilità di manutenzione di ogni tipologia di bene. 
Ciò comporterà lo sviluppo di un sistema industriale potente, flessibile e in grado di reagire prontamente alle mutate esigenze sociali, come si realizzerà con la Guerra delle Sorgenti. 

1.4.2.3 Società Boreale 
La prima fase dello sviluppo (dall'anno 1 alla prima metà del II secolo) vede la società borale organizzarsi in maniera lineare ed omogenea in tutti gli insediamenti. Il sistema delle Assemblee Spontanee riesce a gestire efficacemente i problemi locali, mentre sula spinta dei notevoli flussi migratori dai territori occidentali, nasce l'istituzione dei Notabili delle Colonie, incaricati dapprima di concordare con i rappresentanti delle altre installazione le regole per la gestione delle richieste di cittadinanza.
I mutamenti di equilibri degli ultimi anni del II secolo porteranno invece allo sviluppo di una vera e propria società guerriera, dove i Notabili sono affiancati, e spesso ne fanno parte, dai comandanti dell'esercito. Lo scopo da perseguire, in continuità con il concetto di fondo che assegna al MCR l'onere di garantire pace e prosperità a tutti i popoli circostanti, è definito "pax borealis".
Agli inizi del III secolo è percepito e paventato in maniera crescente il concreto rischio di una svolta imperialista della parte Boreale del progetto. 

2 - Cronologia

2.1 Dal collasso dell'Unione Europea alla Transazione Monetaria
Alla fine del 2019 la crisi finanziaria e alimentare nel vecchio continente raggiunge il suo apice. I movimenti nazionalisti ed euroscettici, già attivi nel continente dai primi anni del secolo, ottengono progressivamente il consenso di fasce sempre più ampie della popolazione. Crisi culturale, crollo delle esportazioni, disoccupazione e svalutazione finanziaria conducono ad una serie di misure, estremamente drastiche, imposte dal governo centrale per arginare il collasso del sistema bancario. La pressione sociale diviene insostenibile intorno al 2022, quando i moti di piazza delle principali città europee si abbandonano ad azioni di saccheggio, sia di beni di prima necessità che di prodotti hi-tech. L'evento culmine delle devastazioni avviene il 23 febbraio 2024, quando gruppi militanti sovranazionali, ormai fuori controllo, si organizzano ed occupano militarmente per diciassette giorni la capitale Tedesca, episodio che passa alla storia come il "Sacco di Berlino".
Le successive accuse reciproche, mosse dai governi di alcuni degli Stati Membri in merito all'infiltrazione di elementi facinorosi, direttamente finanziati dai Paesi penalizzati dalle misure di rigore, all'interno dei gruppi eversivi, conducono alla rapida rottura delle relazioni diplomatiche fra la Commissione Europea e i Governi di Spagna, Italia, Francia, Portogallo, Grecia ed Inghilterra.
Nel giro di pochi mesi, un gruppo di Stati membri che include le ex repubbliche baltiche e la Turchia europea, annuncia l'uscita dalla zona Euro e il ritiro dagli impegni assunti con il trattato di Shengen.
Al governo di Bruxelles non rimane che convocare un consiglio straordinario e ratificare, nella Determinazione della CCE 291 del 13 dicembre 2024, il formale scioglimento dell'Unione Europea, la cessazione di validità della legislazione comunitaria, il ripristino delle frontiere nazionali, l'annullamento dei trattati commerciali.
Di comune accordo, gli ex Paesi Membri sottoscrivono un accordo per la cessazione del corso legale dell'Euro, cosa che avviene come programmato il 01 gennaio 2032, concludendo l'esperienza della Moneta Unica dopo esattamente 30 anni dalla sua introduzione. 
La Transizione Monetaria genera un'ondata senza precedenti di inflazione e svalutazione, che colpisce soprattutto le economie nazionali più deboli, conducendo ad una stagione di protezionismo finanziario e commerciale che sarà fra i cofattori del ritorno alle politiche isolazionistiche e ad una concezione fondamentalmente feudale del territorio propria dei Principati Nazionali del I secolo dell'Era Coloniale.

2.2 La Dichiarazione di Calcutta e le Fondazioni MCR
- 17 ottobre 2048 - Dichiarazione di Calcutta. Per la prima volta gli esponenti dei gruppi informali del MCR si incontrano in un congresso internazionale per definire una carta di principi comuni. Nei lavori, che si protraggono per 45 giorni, vengono delineate le linee di sviluppo delle prime colonie e i principi fondanti del Colonialismo Resiliente. Dal confronto interno, emergono e vengono approvate le proposte di due gruppi maggiori, che sfociano nella progettazione di due aree coloniali indipendenti, da realizzarsi rispettivamente nell'emisfero boreale e in quello australe entro 10 anni.
- 27 maggio 2056 - Fondazione della Colonia Resiliente degli Urali Orientali
- 3 agosto 2058 (anno 2) - Fondazione della Colonia Resiliente dell'Australia Occidentale

2.3 Il Trattato di Cuba e lo sviluppo del I secolo
Lo scenario globale del I secolo dell'Era Coloniale (2048-2148) è caratterizzato dapprima dal completamento della dissoluzione della società globalizzata occidentale, il contraccolpo della cui caduta trascinerà al collasso la maggior parte dei sistemi economici planetari, dalla Russia alla Cina, dall'India al Giappone, senza risparmiare le economie emergenti dell'America Latina.
In questa fase si verifica quasi ovunque una reazione di tipo isolazionistico, con il ripiegamento, su scala nazionale o locale, verso forme di controllo del territorio di tipo oligarchico o francamente anarchico, finalizzate prevalentemente alla sopravvivenza della popolazione. 
L'assenza di relazioni diplomatiche fra gli Stati non impedisce il verificarsi di una lunga serie di conflitti armati, quasi tutti su scala locale, finalizzati al controllo delle risorse agricole e alimentari, che insanguineranno quasi tutti i continenti per i primi 50 anni del secolo I (2048-2098).
Le autonomie locali generate dai fattori ricordati si differenzieranno in diverse soluzioni governative e di gestione del potere;
- Gli Stati Uniti d'America, così come la Federazione Russa, continueranno formalmente ad esistere anche se la decrescita energetica e il collasso tecnologico comporteranno un incremento progressivo delle difficoltà di trasporto e di comunicazioni e di conseguenza lo sfilacciamento delle relazioni fra le aree più distali delle Nazioni. 
- In Europa, verranno progressivamente ripristinati sistemi di governo tipici del millennio precedente, riproducendo su scala locale sistemi feudali e comunali di controllo del territorio e delle risorse, spesso ricalcando i confini degli antichi regni, principati e ducati bassomedioevali. La frammentazione delle conoscenze e la riduzione di comunicazioni e scambi commerciali comporterà un effettiva regressione tecnica, culturale e scientifica generando nella maggior parte dei casi il ritorno a civiltà preindustriali (secondo medioevo europeo)
- In America, dove il collasso tecnologico è minore, gli Stati Uniti proseguiranno a mantenere un sistema industriale, di trasporti, energetico e militare piuttosto efficiente, anche se non paragonabile a quello del secolo precedente, mentre la popolazione pagherà le conseguenze maggiori della decrescita energetica e produttiva: i livelli di disoccupazione raggiungeranno il 35% della popolazione attiva, il sistema sanitario pubblico cesserà di erogare prestazioni (fallimento di entrambi i modelli assistenziali assicurativo e pubblico). Di fatto, le grandi città degli USA assomigliano, alla fine del I secolo (anni '40 del XXII secolo) alle megalopoli sudamericane di 150 anni prima, con poche e ristrette aree urbanizzate in declino, circondate da enormi baraccopoli pieni di miserabili e affamati. 
- India, Russia e Cina subiscono un processo analogo a quello statunitense, salvo risentire in maniera minore della decrescita energetica a causa del diverso livello di consumo energetico di partenza. Dal punto di vista sociale, le condizioni della popolazione peggiorano drasticamente nel corso del I secolo e rimangono in larga parte poco al di sopra della soglia di sussistenza fino alla seconda metà del II secolo. In tutto questo lasso di tempo è cruciale il ruolo delle Colonie Boreali nel funzionare da gigantesco ammortizzatore sociale e stato cuscinetto, assorbendo, come descritto al punto 1.1.2, la parte produttiva della popolazione emigrante.
Questo stato di cose permarrà fino alla fine del II secolo, quando l'espansionismo militarista dei Regni Nippo-Continentali li condurrà alla Guerra delle Sorgenti, nel tentativo di strappare il controllo delle risorse idriche dell'area cino-mongolica al territorio coloniale (cfr. 2.5) 
- Il Giappone rimane a lungo la sola potenza industriale e commerciale residua del pianeta, riuscendo per tutto il XXI secolo a mantenere il proprio tenore di vita e di produzione industriale. Grazie ad una lungimirante politica di autonomia energetica e al rigoroso controllo sociale messo in atto dal governo centrale, già nella prima decade del XXII secolo (anni 60-65 dell'Era Coloniale) le autorità Nipponiche perseguiranno un'aggressiva politica espansionistica rivolta verso i territori continentali asiatici. In pochi anni tutte le isole maggiori dell'arcipelago indonesiano, il sud-est asiatico e larga  parte dei territori cinesi cadono sotto l'orbita politica e commerciale giapponese. Mantenendo una sorta di autonomia formale, i territori occupati prenderanno il nome di Regni Nippo-Continentali e proseguiranno, sotto il controllo nipponico, a progredire dal punto di vista energetico ed industriale. L'ulteriore espansione verso nord-ovest dei Regni conduce all'inevitabile conflitto territoriale con le Colonie Boreali, che conduce alla disastrosa avventura della Guerra delle Sorgenti (cfr 2.5)
Nell'area Boreale l'eco del collasso della civiltà occidentale produce due distinti ed opposti effetti.
- In Africa, in particolare nella porzione subsahariana e nella regione sud-tropicale, si riduce la pressione di sfruttamento minerario e delle lobby finanziarie, conducendo ad un lento, ma costante, miglioramento delle condizioni generali delle popolazione. Gradualmente, a partire dalla seconda metà del I secolo dell'Era Coloniale (dopo l'anno 2100), si assiste al collasso dei regimi dittatoriali e delle dinastie oligarchiche-militari che, con un progressivo effetto domino, finiscono per essere sostituiti da forme tradizionali di governo tribale. Più a Sud, la nazione sudafricana riorganizza invece un'economia di stampo industriale e capitalistico, ma svincolata dalla pressione delle multinazionali, riesce a mantenere un equilibrio sociale accettabile, intrattenendo rapporti economici, commerciali e politici con le Nazioni dell'America Latina.
-  I Paesi Latini subiscono un fenomeno analogo a quello Africano: ad eccezione del Brasile, Paese emergente al momento del collasso del capitalismo, che subisce alcuni iniziali e duri contraccolpi, le altre Nazioni traggono dalla situazione respiro e spazi per la creazione di un mercato equo e sostenibile, trovando un partner nel Sudafrica, con il quale è facile intrattenere relazioni commerciali utilizzando, nella fase più acuta della decrescita energetica (prima metà del I secolo), un numero crescente di imbarcazioni a vela, di tipo ottocentesco.  
Tutto ciò condurrà, alla fine del I secolo, al Trattato di Cuba, con cui il Sudafrica e l'America Latina rimarranno  legati dal punto di vista politico, commerciale ed istituzionale, formando il nucleo centrale di una istituzione federalista di mutua assistenza tecnica, sociale e commerciale che sarà conosciuta nel secondo secolo come "Federazione dei Regni Latino-Sudafricani".

2.4 Sviluppo delle colonie Australi - I Regni Latino-Sudafricani e i trattati di assistenza tecnico-sanitaria
Le Colonie Boreali rimangono, come si è detto, ai margini della scena e degli sconvolgimenti del I secolo (2048-2148), essendo inserite territorialmente all'interno di un'area inizialmente semidesertica, formalmente parte dell'Unione Australiana, dove le istituzioni politiche e finanziarie subiscono soprattutto gli effetti di un progressivo e inarrestabile spopolamento dei territori. Di fatto entro la fine del I secolo le grandi metropoli Australiane sono ridotte a giganteschi ammassi di sobborghi in rovina, popolate da gruppi semistanziali che si spostano alla ricerca di cibo e vestigia tecnologiche, configurando una vera e propria società post-apolittica.
E' proprio la necessità di difendersi dalle bande di predoni che, alla fine del I secolo, iniziano ad organizzarsi e a intraprendere razzie e scorribande fino al limitare delle Colonie Boreali, che costringerà la Rete di Luci a progettare e mantenere un esercito difensivo. Contemporaneamente, la strategia di controllo dei predoni comporta lo sviluppo di programmi assistenziali tecnico-sanitari, che sfociano nella creazione di insediamenti-dispensari nell'area centrale del continente australiano, dove si realizzano alcuni interessanti esperimenti di cooperazione allo sviluppo e assistenza culturale.
Queste esperienze saranno poi successivamente alla base di trattati similari con le nuove istituzioni dell'emisfero australe, che nel II secolo prendono la forma di Trattati di Assistenza Tecnico-Sanitaria, con i quali le Colonie ottengono, in cambio di informazioni, know-how tecnologico e prestazioni sanitarie di prima necessità, vantaggiosi accordi relativi all'immigrazione, in grado di assicurare loro l'elemento di cui hanno più bisogno: nuovi abitanti motivati e competenti. 

2.5 Sviluppo delle colonie Boreali - I Principati Nippo-Continentali e la Guerra delle Sorgenti
Gli eventi descritti ai punti 1.1.2 e 2.3 conducono, negli anni dal 175 al 180 dell'Era delle Colonie (2223 - 2228) alla così detta Guerra delle Sorgenti. In essa un esercito di circa 50000 uomini, costituito da armamenti convenzionali terrestri, mezzi anfibi e una rudimentale divisione di mezzi aerei (poco più di dirigibili corazzati) viene messo in campo con la partecipazione di tutti i potentati continentali ricompresi nell'orbita di influenza nipponica. L'invasione riguarda un'area marginale del territorio del MCR boreale, dove sono però contenute importanti riserve idriche e le sorgenti del Fiume Azzurro. In prima battuta la reazione immediata delle forze coloniali è limitata dalla scarsa dotazione di organici, ma si dimostra comunque in grado di contrapporsi alle forze avversarie, arginando l'offensiva. Successivamente, nel secondo e terzo anno di guerra, la massiccia produzione di armamenti decisa dal Consiglio dei Notabili delle Colonie (organismo sovraterritoriale che viene creato in questa occasione, con il compito di agire da comando supremo e condurre la guerra) mette in grado i comandanti MRC di rintuzzare le avanguardie dell'invasore e, con il quarto anno, di procedere a propria volta ad una massiccia controffensiva. Partita con lo scopo di mettere in sicurezza i confini, tale campagna proseguirà per due anni e comporterà l'ampliamento dei confini delle colonie boreali, che giungeranno ad includere quasi per intero la Mongolia occidentale alla fine del 180 (2228).

9. Note al testo

9.1- convenzionalmente, come si è detto al 1.1.1, la data di fondazione delle prime due colonie boreali Tecnicamente la data di fondazione ufficiale delle due cittadine è il 27 maggio 2056, ma per ragioni di praticità e di semplificazione dei rapporti con la Federazione Russa e con il resto del mondo, il giorno e il mese sono rimasti sincroni con la datazione convenzionale Allo stesso modo seguono il ciclo della datazione convenzionale gli anni bisestili e le ulteriori correzioni periodiche del tempo universale. 
Identico modello seguono, due anni dopo, il 3 agosto 2058, le tre colonie fondate nelle regioni dell'australia occidentale