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giovedì 31 luglio 2014

Il mondo ciambella

Disclaimer: il mondo ciambella è una follia distopica del Coniglio. No, non esiste davvero e, se la gente ha un po' di buon senso, nessuno ne costruirà mai uno (ma chissà....)
Serve perché chiunque possa ambientarci dei racconti, citandone la fonte e dandone notizia all’autore.

Se qualcuno desidera scaricare l'infografica completa, può farlo qui

Caratteristiche generali
Planetoide artificiale, a forma di toro, con raggio maggiore di circa 20.000 km, raggio secondario di circa 2.500 km, area della superficie esterna di circa 1,97 miliardi di km quadrati. È realizzato attorno ad un asse centrale, lungo il quale si svolge il ciclo del giorno, di circa 52,4 ore terrestri, di un reattore termonucleare di grandi dimensioni, che funge da sole e fornisce l’irraggiamento della faccia interna del toro, unica abitabile.



Composizione
La struttura artificiale è costituita in larga parte da silicati e materiali terrosi eterogenei, aggregati intorno ad un nucleo centrale iperdenso, di composizione sconosciuta, che rende centripeta alla sezione toroidale la forza di attrazione gravitazionale in ogni punto.
L’atmosfera è di tipo terrestre, mantenuta da un ciclo di fotosintesi basato sulla vegetazione e sull’abbondante presenza di alghe fotosintetiche nella zona sommersa al confine fra la zona fredda e la zona temperata.

Rotazione e irraggiamento
Non essendoci movimenti di rotazione, il mondo ciambella è privo di campo elettromagnetico, e pertanto non ha protezione dall’irraggiamento proveniente dallo spazio esterno. La faccia esterna, esposta a questo bombardamento, è inabitabile e desertica. La faccia interna è riscaldata dal reattore termonucleare, il cui ciclo termico, illustrato nella grafica, parte da una temperatura superficiale di circa 6000°K e si raffredda progressivamente durante la salita lungo l’asse solare, fino a raggiungere una temperatura inferiore a 2000°K all’apice dell’asse, dopo 2,2 giorni terrestri. Successivamente il «sole» artificiale si spegne e il ciclo riprende dalla parte opposta del toro.

Illuminazione, ciclo diurno e clima
Le zone climatiche del toro sono condizionate dall’illuminazione e dall’irraggiamento, che varia da un settore angolare all’altro della superficie interna del toro. Ogni settore corrispondente a 45° di cerchio è irraggiato per un totale di 1,1 giorni terrestri. Il settore più basso, secondo la direzione del percorso del «sole», è sottoposto alla radiazione più calda (temperatura del sole artificiale fra 6000 e 4500 ° K) ed è di tipo desertico; il settore centrale inferiore è ha un clima di tipo arido e poi temperato, il settore centrale superiore temperato-continentale. Il settore superiore è coperto da tundra e poi ghiacci. L’irraggiamento descritto comporta una distribuzione delle precipitazioni a gradiente, massima nel settore centrale superiore, dove si forma un accumulo di acqua piovana, detto mare radiale, e verso il quale scorrono i fiumi, partendo dal settore centrale inferiore, dove è massimo il profilo altimetrico (vedi orografia).
La zona abitabile e temperata è ridotta quindi ai due settori centrali, corrispondente ad un quarto della superficie totale (circa 500 milioni di chilometri quadrati).



Caratteristiche orografiche
Nella parte centrale della sezione toroidale, la pressione degli strati esterni induce la liquefazione delle rocce, dando origine al fenomeno della tettonica a zolle: la differenza di temperatura fra le due facce opposto del toro condizionano lo sviluppo orografico e l’intensità dei fenomeni vulcanici, dando origine ad un profilo altimetrico sbilanciato, per cui il settore centrale inferiore è montagnoso e il settore centrale superiore è pianeggiante ed ospita il mare radiale.

Nota finale: questo post partecipa al 76° Carnevale della Matematica, ospitato da Maurizio Codogno, con tema "la matematica estiva". Il Coniglio lo ha interpretato a modo suo, come al solito, uscendo sicuramente dal seminato...