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sabato 18 agosto 2018

Arancione

Il cielo avvampa d'azzurro chiaro, abbacinante fontana di sole in faccia al giorno.
Ma a sera già, da qui, la luce arancione del tramonto si punteggia di una striscia vermiglia. Sibillina, impalpabile, un rigo distratto sulle labbra carnose dell'estate; e una smorfia triste che sussurra: autunno.

venerdì 10 agosto 2018

Salita alla luce - Matera 2019

Due brevi note su Matera, suggestiva, magica e labirintica, surreale come un pensiero di Esher, vera e concreta come la sua pietra, che si fa vuoto per riempirsi di vita. La cultura come riscatto: la lezione di questa città è anche la sua sfida per gestire il cambiamento. Dalla vergogna d'Italia alla capitale Europea della cultura, il filo d'oro della trama è il tessuto delle sue relazioni; la tenacia nel rimanere comunità, in questo lungo cammino fra i sassi che è salita alla luce.
Ora la sfida è non perdere, nel chiarore del giorno e nello sfavillio dei nuovi negozi del centro, ciò che vi ha tenuto uniti nel buio.


giovedì 19 luglio 2018

Il mare mio malgrado

E come non amare il mare pacato e possente, che sonnecchia disteso dietro i pini, sotto il sole totale, indiscusso, abbacinante e fiero?
Anch'io, che ogni ora piango le mie riarse colline e sogno le altezze purissime delle vette lontane, finisco per giacere silenzioso dinanzi a quel gigante azzurro che dorme e respira.

lunedì 8 maggio 2017

Morinda - le città visibili

Al di là del più ampio di quei tratti di mare, vi è un'alta isola, dalle coste scoscese e rupi che precipitano verso l'acqua, ma con un tratto di spiaggia ben fatto per una forte insenatura. Qui, avvolta da cerchie concentriche di mura possenti, dalle rive alla sommità del monte sorge la turrita città di Morinda. Essa è disegnata di molte vedute, con strade, palazzi, torri e giardini che si susseguono come le quinte di un teatro.

sabato 25 febbraio 2017

Sacro

Un bambino che dorme è una cosa sacra.
Stendersi e dormire con lui è preghiera.

sabato 1 ottobre 2016

Stronzi per sempre?


L'arte di collezionare mosche
Questo post non è un consiglio di lettura e nemmeno una recensione; il libro di cui si parla è una lettura interessante ma questa non è una operazione epitestuale. La lettura della mia copia di "l'arte di collezionare mosche" di Fredrik Sjoberg mi accompagna tutt'ora, nelle giornate umide di quest'autunno finalmente consapevole di sé stesso, almeno da queste parti. 

Per essere onesti io questa cosa ce l’ho in testa da tempo, ma la sua vera essenza mi è divenuta presente solo con la lettura di questo libro. L’entomologo svedese, credo ignoto ai più (mi si perdoni, nel caso, la vanteria di conoscerlo; nell’altro, l’indelicatezza) mi ha aperto un varco.

giovedì 11 febbraio 2016

Bonadea e l'asintoto

Bonadea è la dea romana della fedeltà muliebre e della sottomissione al marito e agli ideali di purezza e morigeratezza.
Con ironia, è il nome che il protagonista de "L'uomo senza qualità" di Robert Musil assegna alla sua importuna amante ninfomane, della cui pochezza morale e intellettuale cerca invano di liberarsi.

In uno dei capitoli centrali del libro, intitolato con significato "la ricaduta", Ulrich descrive con eleganza un incontro amoroso con la donna, della quale non è riuscito ad evitare il potere seduttivo. Tutta la narrazione è intrisa di un senso di passività e rimpianto, imperniato sul concetto che la passione e l'istinto, elementi basilari e univoci del temperamento di Bonadea, non conducano in alcun modo fuori dal pantano in cui sembra bloccarsi la parabola delle vite dei personaggi dell'opera.
Un'inutile corsa sul posto, sullo sfondo del tramonto di un'epoca, verso l'obiettivo immaginario di una rinascita dell'intelletto e dello spirito che, mentre sembra farsi più maestosa e allettante, al contempo svanisce come un miraggio all'orizzonte.
Questa negazione, al tempo della storia e alla storia dell'uomo, è ciò a cui si sottrae Ulrich, il protagonista, con un atteggiamento di costante passività disincantata e analitica.
Nella scena amorosa, il giovane sa mantenere invariato il suo approccio alla realtà e descrive Bonadea che si affanna alla ricerca di un significato - che per lei è appagamento fisico - dell'istinto che le domina lo spirito. 
In queste riflessioni vi è uno spunto sottilmente matematico che ben si coniuga, dato il contesto, con il tema prescelto per questo carnevale.
Bonadea si lamenta che la sua voluttà non è appagata "né dalla ripetizione né dall'intensificarsi" dell'interazione amorosa e sensuale. Beh, ok, è ninfomane.

mercoledì 10 febbraio 2016

Le parole che ti avevo detto

Vi ricordate la faccenda della rubrica di +Romina Tamerici "Una parola al Mese"? E del doppio torneo associato, dove si guadagnano punti con racconti in 200 caratteri e con post che utilizzano la parola prescelta?
Le 12 tornate del 2015 sono state vinte dal Coniglio e, per premiarlo di tanta fatica, la floreale fanciulla ha pensato bene di affibbiargli un premio che richiedeva un ulteriore sforzo letterario: utilizzare tutte e 12 le parole desuete in un breve racconto, che lei ha poi magistralmente trasformato in videolettura.

Ecco qui il post con il mio premio. Di seguito, il raccontino.
Buona lettura e buona visione.

domenica 7 febbraio 2016

Ricerca nugale

Questo post è più che altro un messaggio di servizio per Romina Tamerici e ha due scopi principali:

1) stabilire con informatica certezza che Marcel Proust, nell'intera compilazione della sua "Recerche", o almeno nella traduzione italiana dell'edizione E-newton Classici che sto leggendo io, non utilizza mai il lemma "nugale"

2) conquistare, con nugale sforzo non mio, ma del diligente lettore di ebook che si è sobbarcato l'onere della ricerca di cui al punto 1, un punto per il torneo sostenitori della parola del mese.

Raggiunti quindi entrambi gli scopi, torno alle mie nugali incombenze.


domenica 24 gennaio 2016

Racconti del silenzio

Legno scuro, un riverbero candido, il rossore del vino e del fuoco:
sussurrano canti antichi i colori, quando  il sole tramonta.

Ruvido il tavolo, una vecchia sedia. Intorno, pochi oggetti familiari, le mura sono quasi spoglie. La sedia scricchiola quando mi sposto; la fiamma del camino, incerta, scalda le quattro pareti chiare con guizzi confusi. Geme un filo di vapore, la legna non è asciutta.
Passi, irregolari e inquieti, scivolano sulla neve ghiacciata. Girano intorno alla casa e la porta si apre lenta. Sento le folate di nevischio che lottano contro il tepore, mentre curvo sul tavolo riempio un bicchiere di vino.
Lui lo prende accennando con il capo e si siede davanti a me. Non ci guardiamo in viso, non lo facciamo mai all’inizio.
- Non eri mai stato fuori così tanto.
Beve a piccoli sorsi, come gli costasse uno sforzo enorme. La luce del crepuscolo scivola dentro la stanza e, in un gioco capzioso* di ombre, richiama il chiarore del giorno.
- Il fuoco è quasi spento, vuoi che aggiunga della legna?
- No – dice alla fine. – Va bene così.
 Immage credits: http://www.luigialfieri.com/fotoracconti/previous/4

sabato 19 dicembre 2015

Emme per T

Il problema, per Talbot, era l’accelerazione; nonostante i progressi della tecnica spaziale, il suo organismo non era in grado di abituarsi. Lui la riteneva una questione costitutiva, impossibile da risolvere.
- Ignorare, accidenti. Deve ignorare la sensazione – gli diceva spesso il Maggiore, componendosi al suo fianco all’improvviso. – La escluda dalla mente, si dedichi ad altro. Su questa nave – aggiungeva con sarcasmo – non mancano le distrazioni!
Ma per il Maggiore era diverso: lui era uno sciame, un agglomerato volontario di miriadi di piccoli esseri senzienti, uniti per costituire un organismo più grande e complesso. La gravità e l’accelerazione avevano su di lui, come entità risultante, un effetto trascurabile, poiché il disagio era assorbito della complessità delle sue parti e distribuito nel numero di cui quella complessità si componeva.

sabato 12 dicembre 2015

Tabelle immaginarie

La moda delle liste affascina questo nostro bizzarro secolo e, in particolare, sembra affliggere il mondo già tormentato della scrittura. Liste su liste di consigli di scrittori famosi, elenchi di parole da evitare, matrici di pianificazione della storia e dei suoi elementi, complessi schemi narrativi da seguire. 
Il post con il quale il Coniglio spera di fare in tempo a partecipare al carnevale matematico numero 93, da Paolo Alessandrini, gira un po' intorno a questa mania, osservando con poca competenza la matematica che c'è dietro alle tabelle, reali e immaginarie, che ci affaticano ogni giorno. 

Tabelle a più dimensioni?

Elenchi e tabelle sono una costante presenza nella vita organizzata moderna. Il confronto con todo list, elenchi, orari scolastici, turni di lavoro, calendari e schemi di riferimento tabulari semplici e complessi, fa parte dell'ordinaria amministrazione di quasi tutti i neuroni che ci portiamo sotto i capelli (gli uni e gli altri, chi ce li ha).

lunedì 5 ottobre 2015

Specchio di pietra

Roccia. È ovunque, intorno a me; una tomba grigia, profonda come una montagna, larga forse come tutto il pianeta. Respiro, cammino, piango all’interno di un piccolo mondo, inerte e sepolto vivo. Sono nato qui, non conosco niente altro; ma come tutti qui sotto, ho memorie inspiegabili, di orizzonti sconfinati, dell’immensità del cielo, con l’aria fresca che soffia sulla pelle; vedo in sogno soli infuocati e gelide notti,  misteriose di stelle.

Il nostro mondo è facile da descrivere; un’immensa caverna centrale, sferica e dalla superficie terrazzata; è il Centro, l’ombelico, l’unico punto nevralgico. Sul suo piano equatoriale si aprono a raggiera dodici cunicoli, ciascuno dei quali conduce ad una cavità simile, dieci volte più piccola: la sala comune di ogni Casata. Dalle pareti di ogni sala gemmano, con uno schema iterativo simile ad un frattale e per tutta l’estensione della superficie sferica, molte altre serie di cavità rotonde, via via più piccole. Le chiamiamo piazze, poi quartieri, poi case; ed ogni casa è divisa all’interno in sei settori, intorno ad un ambiente centrale: uno è l’ingresso, gli altri sono le stanze dove viviamo.

lunedì 28 settembre 2015

Il trucco

- Si tratta solo di una piccola superstizione; una mania innocua, che mi concedo da sempre.

Il Campione aveva una voce flebile, che nei toni più acuti tendeva a diventare stridente. L’addetto alla vigilanza lo squadrò di nuovo, lasciando scorrere il suo sguardo esperto sulla figura che gli ondeggiava davanti, incapace di mantenersi ferma nella stessa postura per più di qualche istante.
Era molto diverso da come lo aveva immaginato; l’idea che aveva avuto di quell’uomo, schivo e riservato, era comunque piuttosto vaga e infarcita di stereotipi. Un campione è un campione! si era detto il vigilante, mentre aspettava fuori dal Palazzo dei Giochi, impettito nella sua uniforme blu scuro, la fascia con i colori nazionali che lo costringeva a tendere i muscoli addominali. Lui era arrivato puntuale; era sceso dalla macchina dell’organizzazione con gesti impacciati, compiendo qualche passo corto e frettoloso, girando la testa qua e là, con fare disorientato, come un pollo.
 Non che il vigilante fosse un appassionato di scacchi; aveva giocato da ragazzo e ricordava le regole più importanti. A casa, da qualche parte, aveva conservato una piccola versione economica del gioco, in legno e plastica, che non veniva usata da anni. Non gli interessava il torneo e del Campione, prima di quell’incarico, aveva sentito parlare soltanto per caso, come di una delle ragioni di prestigio nazionale.

giovedì 17 settembre 2015

Word Dust - Capitolo 5

Questo racconto fa parte (e conclude) un progetto di destrutturazione narrativa: ma mano che si procede, la storia perde i suoi riferimenti, sia per i personaggi, che per chi la scrive. Solo i lettori, partecipando ai commenti, possono tenere in mano il filo di Arianna e influenzare la trama. Per esempio, questo capitolo lo dobbiamo a +Michele Scarparo  e alla sua propensione per tradurre in letteratura (che parola grossa per il Coniglio!) gli aspetti più paradossali della fisica moderna.

Puntate precedenti:

mercoledì 2 settembre 2015

Solarium


Lord Kentas aprì gli occhi e osservò, rassicurato, la luce verde sulla consolle di navigazione. Il pannello della porta, in legno antico e finemente cesellato, scivolò nel suo alloggiamento; la brillante luce turchese brillò familiare sul volto del nobile.
L’aria sottile, arricchita di composti aromatici, lo inebriò; uscì dalla cabina dimensionale, calcando con naturalezza le orme del percorso a bassa gravità, e percorse l’antico sentiero sotto la volta dell’immensa cupola. Si guardò intorno, mentre il bagliore gli inondava il corpo nudo, scaldandogli la pelle: il parco del Solarium era del tutto deserto. Ne fu compiaciuto, anche se non sorpreso: contare sulla sicurezza delle proprie consuetudini gli era diventato essenziale, con l’avanzare dell’età, insieme alla crescente necessità di solitudine.

Credits: http://ilrifugiodeglielfi.blogspot.it/2014/01/paesaggi-fantasy.html

domenica 30 agosto 2015

Word Dust - capitolo 4

Questo racconto fa parte di un progetto di destrutturazione narrativa: ma mano che si procede, la storia perde i suoi riferimenti, sia per i personaggi, che per chi la scrive. Solo i lettori, partecipando ai commenti, possono tenere in mano il filo di Arianna e influenzare la trama. Per esempio, questo capitolo lo dobbiamo a +Ximi Blogghidee e a un film di cui lei si è dimenticata!


Puntate precedenti:


Ora mi aspetto tipo quel film, un dialogo interno su se stesso, la consapevolezza che cresce piano piano...
Ximi
- Corri, vieni a vedere!
La voce del dr. Jensen aveva un timbro concitato, quasi isterico, che Linda non aveva mai sentito prima; fu soprattutto questo a terrorizzarla, ancor prima di sollevare la testa dal lettore micronico e sbattere gli occhi per abituarli alla visione normale.

lunedì 17 agosto 2015

Word Dust - capitolo 3

Questo racconto fa parte di un progetto di destrutturazione narrativa: ma mano che si procede, la storia perde i suoi riferimenti, sia per i personaggi, che per chi la scrive. Solo i lettori, partecipando ai commenti, possono tenere in mano il filo di Arianna e influenzare la trama. Per esempio, questo capitolo vi arriva grazie a +iara R.M. e alle richieste di "romanticismo" di +Anna Maria Fabbri 

Puntate precedenti:

Mi sembra che l'alieno abbia bisogno di Giambo e viceversa... Si potrebbe pensare alla restituzione graduale dei ricordi a Giambo, in cambio di aiutare l'alieno a raggiungere i suoi scopi.
Ci starebbe una evasione a questo punto? Giambo spettatore del suo corpo in azione! Ma chi lo sta aiutando non vuole salvarlo, ma solo riuscire a tenerlo per sé.
E cosa sta accadendo nella sala di controllo? Cosa significano quei grafici? Perché quei parametri improvvisamente sono fuori controllo? Chi altro è interessato ai segreti di cui è custode Giambo?
E Ellen è realmente estranea ai fatti che si celano dietro alle apparenze?
Io sulla sua completa fedeltà al prof. Jensen non ci giurerei...
PS: Dimenticavo... l'alieno che controlla Giambo, in realtà risponde agli ordini di un superiore con cui comunica dopo l'evasione!
Iara, R.M.

domenica 9 agosto 2015

Fragole +1

Non si può fare molto questo mese per il Carnevale della Matematica. La montagna assorbe il Coniglio nelle infinite e multiformi cure dei piccoli coniglietti e gli lascia pochissimo tempo per altro.
Si propone pertanto la presente breve nota,  frutto di approfondita riflessione e sunto di consumata esperienza sul tema, attuale, di come convincere dei bambini piccoli a camminare lungo un sentiero boschivo.
Lo strumento del "cerchiamo le fragole" è stato da secoli il mezzo principe per l'arduo scopo, efficacissimo, purché dopo  il richiamo allettante si sia in grado di mantenere la succulenta aspettativa.
Ciò richiede di trovare fragole, fresche, abbondanti, almeno ogni trenta o quaranta metri.

Quante fragole servono per contentare e sospingere innanzi i pargoli? Dopo attenta ponderazione, si propone la seguente formula generale:
Sia n il numero dei bambini, allora tutto andrà bene finché la piantina verso la quale si richiamano i piccoli viandanti contenga

Fragole=kN+1
In questo modo ogni bambino mangerà almeno k fragole  e ne avanzerà almeno una per sanare eventuali ingiustizie distributive.
Violare la regola suddetta può facilmente indurre a massive sceneggiate isteriche infantili, compromettendo l'esito della passeggiata.
Mi sovviene ora un dubbio: ma le fragole di bosco, fruttificano in modo dispari?