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giovedì 13 settembre 2012

Follie estive


"Testardi! E arroganti, per di più.”
Il vecchio posò la pialla e si sfregò le mani piene di dolorose vesciche.

Alzò lo sguardo verso i suoi tre figli che ultimavano i preparativi per la partenza. Erano tutti eccitati come ragazzini, correvano qua e là scherzando con le mogli, mentre caricavano le provviste.
Sputò con rabbia su un mucchio di segatura, e riprese il lavoro.

Per fortuna era una delle ultime assi.

“Sono impazziti tutti quest’anno, per l’Altissimo!"
Si pentì subito dell’imprecazione, ma era stato più forte di lui. Per costruire quella mostruosità, dapprima gli avevano fatto tagliare metà del frutteto, poi gli era toccato di  lavorare come un somaro per tutta la primavera, rovinandosi le mani e  la schiena.
Lui, che aveva sempre odiato fare il carpentiere!
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Salute automatica



Il giorno in cui ebbe l'attacco cardiaco, Roberto conduceva una vita che poteva definirsi un completo fallimento. Quindi la sensazione di star per morire gli sembrò incredibilmente liberatoria. Abbozzò persino un sorriso mentre si accasciava sulla propria detestata scrivania.
Non si rese conto che tutto questo non sarebbe dovuto accadere.

Ci pensò invece il medico che lo aveva visitato. La crisi cardiaca sembrava rientrata, e Roberto non era in pericolo di vita. Aveva acceso il suo terminale e stava sfogliando la scheda sanitaria; il computer lo informò che il paziente faceva parte del programma sperimentale.
Il medico imprecò, spense il terminale e lasciò in fretta la stanza.

"Ma come diavolo è successo?"
Come previsto, il direttore dell'ospedale non aveva preso bene la notizia. Era una notizia pessima, capace di buttare alle ortiche anni di faticose ricerche, e di mandare in fumo un paio di miliardi; un infarto in un paziente del "Progetto Salute Automatica" era estremamente grave. E non sarebbe mai dovuto accadere.

Il medico che seguiva Roberto rispose cautamente:
"Non so proprio cosa dire. Ho controllato tutti i dati del paziente. E' stato inserito nel programma cinque mesi fa, e i risultati fin qui sono stati ottimali. HENRY ha tutti i suoi dati sanitari, sociali, il profilo psicologico. Tutto da protocollo, nessun errore."
"E la capsula?"
"Modello standard, 50 nanometri. Verificata e collaudata."
"Capisco" mentì il direttore.