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sabato 27 luglio 2013

Diritto d'asilo



Sul fondo la luce non arriva. Nel freddo strisciano correnti che portano cose, invisibili e letali. Ti afferrano e ti trascinano con loro, nei posti dei morti.  Le sento spesso sussurrare vicine, mentre cerco di dormire tenendomi i piccoli ben stretti, perché non scivolino via nel buio.

Anche io, come tutti gli altri, non volevo vivere sul fondo, ma non ho avuto scelta. Eravamo in troppi, con poco cibo e ancor meno ossigeno. Le tane erano affollate e sporche, vivevamo assiepati come bestie, in branchi troppo grandi per andare d’accordo.

mercoledì 24 luglio 2013

Scritte sulle onde

C'era stata burrasca, con la risacca che flagellava la spiaggia per tutta la notte; poi il vento di terra, soffiando deciso, aveva imposto una docile calma. Rami e tronchi bianchissimi, spellati dal mare, giacevano sul bagnasciuga là dove la tempesta li aveva rovesciati. Luccicavano nella luce cupa di quell’alba uggiosa, immobili come le colonne spezzate di antiche rovine.

L’uomo con la giacca scura stava in piedi vicino ad uno dei relitti più imponenti, che emergeva inclinato dalla sabbia come una torre pendente.
Teneva lo sguardo fisso verso l’orizzonte e il vento alle spalle gli gonfiava le vesti, facendone volteggiare i lembi con rapidi, violenti schiocchi. Respirava l’immensità di quell’aria di confine, fra terra e oceano, assaporando sulle labbra il gusto salmastro degli spruzzi.

Stava immobile, con le scarpe sprofondate nella sabbia. Guardava l’azzurro sfumare fino a perdersi all’infinito e aspettava. Lo stava facendo da tempo.

venerdì 19 luglio 2013

Finis Terrae

Le onde scure carezzavano lo scafo leggero, che ne assecondava il ritmo con un dolce rollio, lasciandosi cullare nel buio.

Il ponte della nave era sospeso fra l'oscurità del cielo e quella del mare, entrambe sconfinate. In alto, fra le vele, incomprensibili stelle ammiccavano con i loro sguardi gelidi alle figure immobili e silenziose dei marinai.
Appoggiato alla bordata di prua, il capitano guardava scivolare le luci lontane della costa, tremule nella calura estiva che saliva dalle distese desertiche della costa africana. A bassa voce, poco più di un sussurro, affidava al vento nomi di città maledette e smarrite, corrispondenti a quelle macchie evanescenti nel buio. I libri che aveva letto parlavano di quella terra e dei suoi abitanti, catalogando i brandelli di informazioni che affioravano dalla nebbia fitta del mondo di prima.

sabato 13 luglio 2013

Quando ritorno

Vieni a prendermi, quando ritorno.
Non so come, ma tu cercami. Sarò in piedi, silenzioso e smarrito, al riparo dalla pioggia di una sera d’inverno. Oppure sarà estate, e allora camminerò per le piazze. Avrò un passo lieve, perduto nel profumo delle arance, lo sguardo vagabondo sull’azzurro mare, sul profilo dei mondi, sulle pietre antiche del castello.
Tu sai dove cercarmi, mi troverai presto; io starò guardando la tua gente, quel loro sorriso di dentro, i gesti limpidi e veri.
Sarò appena tornato, quando mi troverai.
Non temerò di incontrarti, inizierò presto a sentirmi di nuovo a casa.

martedì 9 luglio 2013

I confini dei Conigli

Si entra nel vivo della preparazione della seconda edizione del Carnevale della Letteratura, ed alcuni, affascinanti contribuiti cominciano ad arrivare dai più remoti confini del regno dell’umano sapere.
Già, perché di questo si parla, visto che il tema del prossimo Carnevale è “luoghi di confine”.
Al Carnevale, ve lo ricordo, è possibile partecipare fino al 31 luglio, inviando la segnalazione di un contributo originale sul vostro blog all’indirizzo di posta del blog del Coniglio Mannaro (spartacomencaroni at gmail).

Succede poi che, insieme ai contributi, alcuni dei veterani dei ben più affermati Carnevali scientifici ci fan notare come il tema del confine sia talmente ampio da esser quasi… “sconfinato”.
E se questo da un lato è un bene, dovendo appunto i carnevalisti occuparsi di sconfinamenti fra diverse discipline, ambiti e sfaccettature delle arti e delle emozioni dell’uomo, dall’altra parte l’eccessiva libertà potrebbe disorientare e scoraggiare.

domenica 7 luglio 2013

Le infinite parole

Per il Carnevale della Matematica #63, sul blog di Mister Palomar, un racconto che parla del rapporto fra le parole e l'infinito. 

Socchiudo gli occhi, la luce è intensa.
Le palpebre vibrano nello sforzo di mantenere aperto allo sguardo uno spiraglio, affacciato sull’orizzonte, immobile e immenso, del mare.
Il sole al tramonto cola sull’indaco del cielo come una macchia di vernice; si rovescia lentamente, entra nell’acqua  ribollendo in un caleidoscopio di sfumature senza nome.

Mi scuoto e riprendo a camminare, guardandomi intorno.
La linea della costa, il profilo delle montagne, persino il rumore del vento e l’odore che porta, tutto è come mi è stato descritto nella sua lettera. Sono vicino.

giovedì 4 luglio 2013

Carnevale della Lettaratura #2 - Prima chiamata

I luoghi di confine - la letteratura incontra...


Dopo il successo della prima edizione del Carnevale della Letteratura, ideato, splendidamente preparato ed ospitato dal blog de "Il Gloglottatore", eccoci all'inizio del lavoro per dare un adeguato seguito al lavoro di ospite e partecipanti, augurandoci, io e il Coniglio, che siano numerosi e intraprendenti.
Il tema che abbiamo pensato di proporvi è, come titola questo post, quello dei luoghi di confine, dove la letteratura incontra le più disparate e variegate sfaccettature dell'ingegno e sensibilità umana.

lunedì 1 luglio 2013

Nel profondo dei cieli

Ero certo di conoscere già la Porta del Cielo, quando ci arrivai; la sua esistenza faceva parte del mio bagaglio culturale, come la Grande Piramide di Giza, o le cascate di metano liquido su Europa.
Fin dal mio primo passo in quel mondo seppi che mi ero illuso. Il mio arrivo coincise in maniera straordinariamente precisa al sorgere del giorno. Si tratta di un evento talmente improbabile da non essere stato nemmeno considerato nel mio periodo di preparazione; la cosa turbò alquanto la mia anima per un tempo considerevole, prima di capire che non esisteva alcun modo di prepararsi al Suo volere.  
In un attimo il buio che avvolgeva il paesaggio fu squarciato dall'abbacinante fiamma di un sole trasfigurato, di indescrivibile potenza. Il cielo ribolliva sotto il soffio rabbioso del vento solare, fondendo il terreno come un ghiacciolo gettato in una padella d’olio bollente. Uscendo dal trasporto, mentre la violenza di quel fenomeno schiantava a terra me e la mia tuta corazzata, ho pensato che quello era lo sguardo di Dio.