Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

giovedì 31 gennaio 2013

Il negozio di ceramiche



Il paese gli era piaciuto subito.
Scendendo dal vagone del treno, percorrendo l’unico marciapiede della stazione, gli aveva dato un’impressione armoniosa e soave, come un luogo senza tempo.
Ed era quello che ci voleva, un posto dove perdersi.

Il borgo antico, cinto di mura solide e ben tenute, sorgeva in cima ad una collina.
Marco si era diretto verso una delle porte dagli enormi battenti spalancati.
Legno solido, millenario, irto di spuntoni di ferro.

Attraversato il varco la città vecchia si schiudeva come uno scrigno.
Dedali di viuzze a picco sul mare azzurro, mosaici di tetti di tegole rosse dai piani sfalsati, alternati alle facciate in pietra e alle ringhiere in ferro battuto. Ovunque, dai balconi in fiore si spandeva un suadente odore di geranio e gelsomino. Promesse di primavera, in quei giorni di tardo inverno.