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giovedì 14 febbraio 2013

I treni



I treni continuavano a passare. Comparivano ad intervalli brevi, apparentemente casuali, poi scivolavano via, sfrecciando come siluri lucidi lanciati da un nemico invisibile. 
Andavano tutti verso sud, dove i Preti dicevano che c’èra la Città. Nessuno ne aveva mai visto uno tornare indietro.
Georg osservava i  treni dal limitare degli alberi,  seduto sul suo Lupo. Non si avvicinava mai a meno di un miglio dalla rotaia, non da quando uno di quei proiettili d’argento era deragliato, sfracellando il suo villaggio di contadini imprudenti.
Era un bambino quando successe.  Il treno aveva lasciato un solco di trenta chilometri prima di precipitare in mare, scomparendo per sempre. Per anni aveva scorrazzato lungo il canalone del Treno Morto, con gli altri ragazzini, cercando pezzi di lamiera da rivendere giù al porto.