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mercoledì 27 marzo 2013

Cristalli di pensiero - stilografiche e parole

Adoro le stilografiche. Penso che sia perché mi ricordano che le parole hanno un prezzo, ed implicano un’eternità.
Le parole, quelle buone, non si costruiscono con artificiosa tecnica produttiva, né si colgono distrattamente ai margini delle comode strade maestre. Spuntano invece di  nascono, in luoghi impervi e difficili, verso i quali è ardua la strada. Spuntano seguendo lo stesso silenzioso lungo cammino per il quale, da notte a mattina, sboccia un fiore.  Inondate dell’argentea luce della luna attraversano il varco sottile fra il mondo del possibile e quello della realtà.

Il muro di polvere



C’era una luce strana nell’aria.
Laura era infastidita da un pulviscolo, come una pioggia di perle, impalpabili e traslucide, che rendeva tutto appena lievemente sfocato.
Un disturbo appena percettibile, ma persistente, che resisteva ad ogni tentativo di eliminarlo: non era servito sfregarsi gli occhi, sciacquarsi la faccia e nemmeno prendere due volte il caffè.
Lei lo notava, ma era l’unica. Se chiedeva ad amici e colleghi, accennando al problema, liquidavano la questione con un’alzata di spalle, confermando che sì, loro ci vedevano bene, come sempre.