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mercoledì 8 maggio 2013

Rondine di mare

Questo post è stato scritto per il Carnevale della matematica numero 61 che sarà ospitato sul blog notiziole di Mau, 
È ispirato alla figura di Leonardo Fibonacci, alla sua famosa sequenza, che nasconde la costante del rapporto aureo, ma più di tutto al suo grande amore per la libertà. 

L’uomo camminava a testa alta, lo sguardo perduto nel limpido tramonto che incendiava il cielo sopra la Darsena di festosi drappeggi arancio e cremisi.
Percorreva con passo spedito, reso sicuro dalla consuetudine, lo stretto viottolo che costeggiava l’argine di mezzogiorno, a ridosso della graziosa mole del tempietto di Pontenuovo.
Dall’altro lato del fiume le rondini saettavano improvvise, sbucando dal chiuso delle viuzze del borgo di tramontana, lanciandosi in traiettorie imprevedibili che le conducevano a capofitto verso le acque dell’Arno. Giungevano intrepide a lambirle, per poi risalire più dolcemente, lasciando sulla superficie sottili ed effimeri solchi.

C’era qualcosa, nel volo degli uccelli, che aveva sempre affascinato Leonardo.
Li adorava fin da ragazzo, quando al seguito di suo padre di quelle rondini aveva seguito per mare le misteriose rotte celesti, scoprendo per la prima volta le meraviglie di una terra generosa e calda, straripante di vita, in cui non esisteva il tempo.