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martedì 6 agosto 2013

In quella pallida estate

Noi non ricordiamo molto, di quella pallida estate; i nostri ricordi sono indistinti; bolle di sapone, come sogni dentro ad un altro sogno, che brillano alla luna e svaniscono quando la luce si fa più intensa.
Ma c'è stato un singolo tempo in cui i pensieri erano più limpidi, anche se tenui come il riflesso delle stelle su un lago.
E' nitida l'immagine della collina; sulla sommità c'era un piccolo spazio erboso, chiuso da quattro vecchie mura e da un boschetto di querce, a cui salivamo dai campi come la bruma, nell'ora del tramonto; giungevamo in cima insieme alle prime lucciole, fiammelle timide ed eteree che ai nostri occhi splendevamo come mille soli. A volte, quando il buio era soave e i campi si impregnavano di dolcissima nostalgia, restavamo là anche oltre la notte.