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giovedì 31 ottobre 2013

Materia viva

Questo racconto partecipa al 33° Carnevale della Chimica e omaggia il grande De Andrè, che ha saputo riscrivere più di una splendida poesia.

Solo la morte m'ha portato in collina

un corpo fra i tanti a dar fosforo all'ariaper bivacchi di fuochi che dicono fatuiche non lasciano cenere, non sciolgon la brina.Solo la morte m'ha portato in collina.

( Fabrizio De Andrè
“Un Chimico”
da “Non al denaro, non all'amore né al Cielo)

Avrei freddo, se potessi sentirlo. E forse paura.

Ma la mia pelle nuda, stretta nell'abbraccio greve dell'argilla, non vibra alle emozioni, né sussulta al gelido tocco della terra umida. Qua sotto i secondi e i secoli formano un amalgama omogeneo, liquefatto come le mie membra, già pallide quando lo scoppio mi strappò alla vita.

Sebbene non amassi il sole, vederne sorgere un mortale simulacro dal bancone del mio laboratorio mi portò a concepire un pensiero struggente. L'idea che non l'avrei più visto, né splendere nel cielo, né languire al tramonto, mi colpì come una vampa, più violenta di quella che mi uccideva.