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martedì 12 novembre 2013

Terre senza luce - parte prima

La prima volta che Eleanor lo vide, era arrivata alla Cittadella da poche ore.
Il nobile stava in piedi sulla terrazza più alta e teneva le lunghe braccia scarne poggiate al parapetto. Le sue dita erano talmente sottili che sembravano affondare nelle crepe fra le vecchie pietre muschiose.
Si avvicinava una tempesta ed il cielo, un drappo scuro impigliato nelle cime aguzze dei monti, era solcato da sinistre ragnatele di fulmini. L’uomo teneva il tronco piegato in avanti, protendendo verso il baratro il collo sottile. Le raffiche furiose del vento, gonfie di pioggia, gli agitavano lunghe ciocche bianche che spuntavano da sotto il cappuccio scuro.
Lei, percorrendo il lato opposto della piazzetta, aveva osato gettare un’occhiata fugace alla sagoma sottile che le dava le spalle, ma quello si era girato subito, di scatto, piantandole in viso gli occhi, aguzzi e scintillanti come pietre preziose.
Sentendosi trapassare da quegli occhi la ragazza aveva abbassato subito lo sguardo, affrettando il passo e tremando tutta.
Prima di imboccare il ripido vicolo che scendeva verso il borgo, serpeggiando fra gli orti e le mura delle case, non resistette e si voltò di nuovo, ma il nobile era sparito.
Quella sera, sua madre morì, lasciando Eleanor del tutto sola al mondo.