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giovedì 6 marzo 2014

Il tempio

I due soldati procedevano affiancati, in silenzio, ansimando sotto il peso delle tute pressurizzate, mentre risalivano con passo ritmato gli antichi gradoni della tortuosa scalinata.
Le pietre bianche, perfettamente squadrate, si susseguivano regolarmente lungo il bizzarro sperone di roccia, una tortuosa propaggine di pietra poggiata sul nulla, che collegava il piccolo spazioporto al corpo principale dell’asteroide.
Mikerson sfiorò un’altra volta il vetro del casco con il dorso della mano, ripetendo inutilmente il gesto familiare di asciugarsi il sudore dalla fronte.
Nessuno aveva mai capito in quale modo i filosofi riuscissero a generare una gravità artificiale di tale intensità in quel loro bizzarro mondo, né per quale artificio la stessa forza di attrazione, che rendeva quella salita una vera tortura, non facesse crollare le torri del monastero e la scalinata sospesa nel vuoto.
“Pensi anche tu che sia una follia, vero?”