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lunedì 24 marzo 2014

Realglasses 3/3

continua dalla (seconda parte)

Nel buio, Marika chiuse gli occhi, e subito il frastuono cessò. Un lentissimo battito di ciglia, e li riaprì su un’affollata strada di città. La luce morbida e avvolgente di una fredda sera d’inverno scendeva dolcemente dal cielo, velato e triste. Altre luci, colorate e brillanti, occhieggiavano dalle vetrine agghindate. La gente si spostava in vortici confusi, indistinti, che cambiavano continuamente direzione seguendo schemi immensamente complessi.
Il brulichio di individui era la sommatoria di una moltitudine di parti, a loro volta composte da miriadi e miriadi di elementi. Il suo sguardo contemplava quell’immensità di particelle elementari, che si aggregavano in componenti organiche, e queste in corpi, e i corpi nella folla che riempiva la strada.
Era di più, che essere come Dio: Lui, con la sua parola, aveva creato quell’inverso. Ma lei ne contemplava un numero illimitato di alternative, ciascuna delle quali attendeva soltanto il suo sguardo per divenire reale.