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mercoledì 26 marzo 2014

La porta del bagno (le parole ci salveranno, o lo faranno gli sguardi)

“Mi scusi: dove trovo il bagno?”
“La porta marrone alle mie spalle, sulla destra.”
Sorrido e mi avvio, superando la ragazza. Il corridoio, stretto e basso, è punteggiato di luci vivaci, stelle domestiche che brillano in un cielo di vetri sfaccettati. L’echeggiare di una musica soffusa soffia dalla sala, mi spinge come una brezza decisa. Avanzo beccheggiando, imitato da un caleidoscopio di me stesso negli specchi. Mentre cammino poso gli occhi su una bottiglia di vino pregiato, non so dire se sia reale o riflessa.
Quella marrone è l’unica porta a destra. 
Assi di legno pregiato, volutamente scheggiato, con la verniciatura lasciata artisticamente incompleta, che ricorda qualcosa di antico e decadente; ma non lo è affatto, è moderna, curata e molto costosa.

L’impressione di ridondanza mi colpisce improvvisamente, insieme alla consapevolezza di quello spreco di parole. Marrone, alle mie spalle, sulla destra: ma c’è solo una porta, oltre la ragazza.