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lunedì 5 maggio 2014

La Mer - “Dialogue du vent et de la mer” - Animé et Tumultueux

"La Mer" è un racconto sinfonico impressionista in tre parti. Qui trovate la prima, e qui la seconda
In questo post, invece, è possibile rovinarsi la sorpresa leggendo il suo "make of". Potete sempre ignorarlo, o farlo dopo, se questo è il vostro stile. 

In quel luogo alienante, la marcia assumeva la dimensione di un orribile sogno, dal quale era impossibile svegliarsi. Un’eterna successione di rettangoli d’acciaio, lisci e identici, riempiva da ogni lato il breve orizzonte di quel cunicolo cubico, apparentemente illimitato. Galatea lottava per restare sveglia; il suo corpo esausto, che ad ogni istante le implorava di fermarsi, desiderava accasciarsi sul lucido pavimento e dormire.
Un passo dopo l’altro, cadenzando il respiro, si spingeva avanti con la sola forza della disperazione, consapevole che la tregua era solo temporanea e che da un momento all’altro le orde degli Scritifini avrebbero potuto invadere il passaggio e farli a pezzi.
“Vorrei sapere dove hanno trovato quei fucili” bofonchiò il ritter, che camminava davanti a lei mantenendo un passo spedito nonostante le sue gravi ferite.
“Questi sono i livelli più grandi della nave” spiegò Roland; la  sua voce, sebbene ridotta a poco più di un bisbiglio, sembrava rimbombare in quel luogo surreale. “Sotto di noi, nella parte immersa dell’Eastbourne, ci sono immensi depositi di materiale, compresa una piccola armeria.”
“Come fai a saperlo?” domandò il guerriero, diffidente. “Saranno almeno vent’anni che nessuno viene qui sotto, da quando quella feccia ha preso il controllo del primo ponte”