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venerdì 17 ottobre 2014

L'allegra condanna

Man goes to doctor. Says he's depressed. Says his life is harsh and cruel. Says he feels all alone in a threatening world. Doctor says: "Treatment is simple. The great clown Pagliacci is in town tonight. Go see him. That should pick you up'.  Man bursts into tears. "But doctor... I am Pagliacci!"

Fin dall’inizio ho trovato assurdo il divieto di ridere in pubblico, pena la morte. Delle molte cose che ancora mi sfuggono, in questo strano luogo, è la più difficile da accettare. Il solo pensiero di questa crudele proibizione mi provoca un fremito di rabbiosa ribellione: per non parlare degli sforzi, penosi e mal dissimulati, che loro a volte compiono per non violarla, quando passo per strada.
Nonostante la mia condizione sia invidiata dai più, ben pochi immagino quanto sia in realtà penoso, per uno come me, accettare il destino che mi è capitato. Certo: ho cibo in abbondanza, godo di una relativa libertà, abito un alloggio confortevole. Per molti aspetti sono un privilegiato, un’eccezionale nota brillante, in questo mondo ovattato di schiavi repressi. Credo che molti degli altri mi odino, per questo. O forse è perché tale sorte è toccata proprio a me, che sono uno straniero: un uomo del mondo di sopra, caduto per caso dentro una grotta e capitombolato quaggiù, vivo per miracolo, in questo fondovalle sconosciuto, sepolto fra le rocce.