Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

lunedì 3 novembre 2014

La rete (terzo pezzo facile)

Proseguendo la nostra chiacchierata a puntate sul tema dell'importanza della descrizione in narrativa (qui trovate gli altri post), oggi è la volta di un racconto, nel quale l'elemento descrittivo si trova ad assumere una dimensione crescente, fino ad occupare l'intero spazio narrativo. Sarà proprio la percezione sensoriale del protagonista a condizionare le sue azioni e a decidere il suo destino.  Ah, per chi avesse seguito gli altri post, lo schema di questo pezzo è "acqua - vista - ossessione". Buona lettura.



Dalla fine dell’estate navigavamo alla foce del Meronte, uno specchio placido di acque limacciose. Escludendo il ritmico vibrato del motore, la barca scivolava nel più assoluto silenzio. A poppa l'acqua si comportava come un fluido viscoso, nel quale sia stato immerso e poi ritirato un cucchiaio, che torna a comporre con riluttanza la propria continuità; la scia dell’elica apriva una ferita liquida, la cui cicatrice si intravedeva a lungo, un solco più scuro nel nastro verdognolo srotolato al centro della pianura sconfinata.