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venerdì 7 novembre 2014

La notte sirena (quarto pezzo facile)

Fuori, nell'aria di cristallo, il cielo geme le sue lacrime di stelle. Una pioggia di luce fredda bagna l'orizzonte, ancora invisibile, dove l'alba è solo un'antica promessa. Le trame degli alberi si distinguono a fatica, sagome più oscure del buio, ed è l'istinto ad avvertirmi della loro presenza ai margini di un sentiero,  traccia dei miei passi nella bruma sottile. Sono io a scegliere di crederlo una strada: nella notte lo spazio è malleabile e si deforma per accogliere le suggestioni del pensiero. 
Non più reali sono gli odori che incrocio nell'oscurità: rapidi come fantasmi, mi assalgono con la loro prepotente presenza: volute fumose di legna bruciata, aroma di resina incandescente, grosse braci che pulsano di calore lontano. Mi colpiscono con violenza, spingendomi indietro e di lato, come folate di tempesta. Inclino il corpo e porto avanti il capo testardo, contro il vento di odori, veleggiando nel mare immaginario delle tenebre verso l'origine di quel faro olfattivo.