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giovedì 26 febbraio 2015

All’improvviso, l’amore.

Sei arrivata prima di quanto pensassi. Desiderio inatteso in un pomeriggio limpido, alla fine dell’inverno. Mi stavi aspettando nella mia stanza, ancora avvolta nella tua mise da viaggio. Entro in silenzio, socchiudo la porta alle mie spalle: il mondo, i suoi rumori, rimangono fuori. Senza inutili parole ti aiuto a liberarti di ciò che ti avvolge; uno strato dopo l’altro si ammucchiano sul tavolo in una pila informe: una nota goffa di tenerezza, che contrasta con la grazia della tua bellezza.
Il profilo del tuo corpo nudo imprigiona il mio sguardo: l’orizzonte si ferma allo scintillio della luce dorata sulle tue linee affusolate, si riempie del riverbero argenteo che emana da te. Resto immobile, lasciando che sia soltanto lo sguardo a bearsi delle tue grazie, rimandando ancora un istante il piacere di toccarti per la prima volta. Poi d’improvviso non resisto, le mie dita ti sfiorano; è una carezza decisa, fremente di desiderio, e tu non ti sottrai. Avverto le tue forme piene e accoglienti che rispondono al mio tocco: è un invito ad avanzare, guidare il nostro gioco amoroso. Non mi faccio pregare e lascio le mie mani libere di seguire l’istinto. Tu ti apri subito, con rapida dolcezza: sei pronta per la nostra prima volta.
Dominando una lieve vertigine, faccio scivolare la mia mano sotto la scrivania ed apro il cassetto, rovistando per cercare l’unico oggetto di cui abbiamo bisogno in questo momento.
L’unica cosa che ci manca.

Apro il blocco note sul tavolo e iniziamo a scrivere; il flusso d’inchiostro scorre sulla carta senza sforzo, fluido e naturale. Pennino Parker, tratto medio,  acciaio rodiato: me l’avevano detto che era uno schianto, la Sonnet CT.

mercoledì 25 febbraio 2015

Sogni di crisalidi

C’è un rumore sottile, che dura da qualche minuto; mi afferra la mente nel sonno e mi riporta a galla, anche se tengo gli occhi chiusi. Ascolto di nuovo. Mi ricorda il raschiare stridulo che facevano le ruote dei camion sull’asfalto, nei giorni di pioggia, quando la vecchia strada era ancora aperta. Sollevo le palpebre; un raggio fioco e argenteo trafigge l’oscurità polverosa della camera: è quasi l’alba. Il fruscio è continuo, forse sale e scende d’intensità, ma non si allontana.
Mi alzo, socchiudo la finestra; no, non viene nessuno. La via è deserta, ammicca luccicando, un rigo d’argento fra le pieghe nebbiose della vallata. Da quando se ne è andata, sono solo. Oh, lo sapevamo entrambi, che non sarebbe rimasta, non dopo l’evacuazione del villaggio. Una ragazza di città, la mia Emma; me lo dicevano tutti, ad ogni occasione: bravo, Ted, hai scelto una buona moglie, bella, di buon carattere. Ma sarà sempre una ragazza di città. 

giovedì 19 febbraio 2015

Eroe di guerra

Aggiornamento: va a +Michele Scarparo il merito di avermi fatto notare che questo racconto, dalla particolare struttura, può essere assimilato ad una Bottiglia di Klein, le cui bizzarre proprietà sono riassunte sia sulla pagina di wikipedia ad essa dedicata, mentre alla parte più interessante della storia ci ha pensato, tempo fa, il Sommo Popinga.

Bene, ora leggetevi il racconto, poi, se ne avete voglia, parliamo ancora. Ci vediamo dopo le Cornici Concentriche!

lunedì 16 febbraio 2015

E tu che cosa stai leggendo?

Da alcune settimane sto cercando di completare un elenco dei libri che ho letto, per tenerlo poi aggiornato in tempo reale.
Il Giornale dell'Arte numero 309, maggio 2011
L'impresa è partita un semplice gioco della memoria ma ha avuto alcuni risvolti che forse è interessante condividere. Ok, ora che sapere di che si tratta, fermatevi pure alle prime due righe di questo post e andate a leggervi qualcosa di interessante; siete passati di qui, il che vale la sua bella visualizzazione di pagina, siamo a posto. Anche perché, diciamocelo: a che diavolo può servire, elencare tutti i libri che uno ha letto fino ad un certo punto della sua vita, e tenere aggiornato l'elenco?
Se siete ancora qui - serata noiosa, eh? - sappiate che su questo torneremo, ma confesso fin d'ora di non avere affatto una risposta convincente. E se non vi ho scoraggiato nemmeno adesso, bene, mi arrendo; restate qui, fate come volete, purché non facciate altre domande e non diate fastidio al Coniglio.

giovedì 12 febbraio 2015

Fuori ruggisce la tigre (o "la follia dell'identità")

La mano era stanca, di una fatica inspiegabile. Sollevò il lembo del foglio ingiallito; le dita erano sottili, solcate da un grossolano reticolo di vene scure. Con cautela portarono il frammento di pagina all'altezza degli occhi, grigi ed eccitati; le pupille iniziarono a scorrere febbrilmente le righe strette del manoscritto: ondeggiavano fra le parole con brevi scatti repentini, come se la lettura di quelle note spigolose risultasse talmente penosa da rendere impossibile procedere in maniera ordinata.
Il capo era reclinato su un lato, nello sforzo di distinguere le lettere frettolose. Di tanto in tanto ondeggiava al ritmo sincopato di quella lettura frastagliata, assecondando il movimento della bocca che pronunciava, a fior di labbra, confusi spezzoni di frasi. Le aveva vergate in un altro, lontanissimo presente e ora - oh, ma non era inevitabile? Non l'aveva sempre saputo? - ora tornavano a visitare la sua memoria, come fanno i più familiari fantasmi in un crepuscolo d'autunno. 

domenica 8 febbraio 2015

Zenone? Ha sempre avuto ragione!

Questo carnevale, come accade tutti gli anni da un po' di tempo a questa parte, è accompagnato dal suo gemello matematico. Così, mentre là fuori le folle folleggiano su carri e lungomari, nell'oscurità della ragnatela si preparano contributi e introduzioni, e fervono i lavori per dare alla luce "canta innamorato", che non è, come si potrebbe pensare, un evento collegato all'incombente festival popolcanoro, ma il nome in codice, Pop(inga)Gaussiano, dell'edizione di febbraio 2015 (il numero d'ordine 82, per esser precisi) del Carnevale della Matematica.

Quante stranezze e bizzarre coincidente accompagnano questa kermesse, tanto che gli ospiti, i Rudi Matematici, sempre ispirati, hanno proposto come tema "famolo strano", ovvero l'elogio della diversità in matematica, approcci insoliti, dimostrazioni alternative.

Io e il Coniglio ci piacerebbe fare qualcosa di simpatico e forse lo faremo, ma non è un periodo propizio per la scrittura creativa e quindi, per ora, proponiamo una rivisitazione alternativa del paradosso di Zenone.