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lunedì 20 luglio 2015

Word dust - Capitolo 2

Questo racconto fa parte di un progetto di destrutturazione narrativa: ma mano che si procede, la storia perde i suoi riferimenti, sia per i personaggi, che per chi la scrive. Solo i lettori, partecipando ai commenti, possono tenere in mano il filo di Arianna e influenzare la trama. Per esempio, questo capitolo vi arriva grazie a +Anna Maria Fabbri



Capitolo 1

Capitolo 2
Chi lo accoglierà Giambo? Che ruolo ha all'interno della colonia? Possibile che mandino in missione uno che abbia un ruolo importante con il rischio di perderlo? O è un membro della collettività che si deve riscattare? Potrebbe essere un militare non molto rispettoso degli ordini che vengono dall'alto, uno che tende a risolvere le cose a suo modo, e lo hanno spedito in una missione che nessuno è mai riuscito a portare a termine, confidando nella sua imprevedibilità umana. E se nella mente di Giambo, ora interagisse anche l'alieno per poter studiare gli umani e i loro piani?
Marta Maria Fabbri

Scendevano lente dal cielo le scie luminose delle Piccole Comete. Grumi incandescenti, accumulati nella ionosfera, che si sgretolavano lenti in miriadi di gemme di luce. La bassa gravità e la densità degli strati alti dell'atmosfera consentivano a quei granelli di fluttuare a lungo, con traiettorie bizzarre, ricamando il cielo notturno con mutevoli arabeschi. Dall'interno della cupola, in ogni spazio aperto della colonia, coloravano la notte di un chiarore iridescente. Nel centro del campo di addestramento le Comete facevano brillare le foglie dei cespugli nativi di erbazzurra. Quelle luci, come tutto ciò che accadeva oltre il cielo di Gerico, erano un fenomeno legato alla Polvere; tutti, in qualche modo, lo sapevano, ne divenivano consapevoli non appena sbarcavano, o poco dopo.
Anche Giambo, che aveva dimenticato tutto di sé, sapeva della Polvere. Pur non potendo confrontarsi con i propri ricordi, era certo di conoscere al riguardo più di qualunque cittadino umano del pianeta, forse ancora di più della stessa intelligence militare di cui, formalmente, faceva ancora parte.
- Si degna di seguire la mia introduzione, signor Giambo?

domenica 19 luglio 2015

Talassofobia

Ai bambini il mare fa bene. Ai bambini il mare fa bene. Ai bambini…

Ripeto la frase come un mantra, muovendo appena le labbra, mentre trascino un passo riluttante lungo il vialetto d’accesso allo stabilimento balneare. La terrazza del ristorante incombe come la guardiola di un campo di concentramento; intravedo la doppia fila di cabine oltre l’ingresso, ai lati di un altro camminamento che conduce alla spiaggia. Non vedo le guardie armate, ma di sicuro sono lì, che mi osservano mentre spingo il passeggino carico di grottesche borse a fiori, riempite allo spasimo: non posso concedermi un passo falso, o un minimo accenno di fuga. Avanti, testa basta, bicipiti tesi, mentre le ruote affondano nella ghiaia grossa, alta due dita.


Dentro. La muraglia compatta di ombrelloni riempie lo spazio del campo. Ai lati, barriere di corda grossa e marrone, tese fra paletti bianchi come ossa spolpate dal sole. La sabbia arroventa l’aria dove aleggiano miraggi; mi assale il lezzo di crema e carne bruciata. Il mare occhieggia in fondo alla distesa di postazioni; è piatto, azzurrognolo, punteggiato di corpi. Un refolo di brezza porta odore di salsedine e putrefazione; il ragazzo del bagno ci guida al nostro ombrellone. Lo osservo mentre cammina: muscoli dorsali ipertrofici guizzano come serpenti sotto la pelle unta. Ha le gambe lisce come i tentacoli di un polipo, il costume minuscolo incastrato fra le natiche, i capelli rasati, un’enciclopedia di tatuaggi sulla schiena e sulle spalle. Quel Superman senza mantello allunga un braccio da culturista per indicare, ieratico, il luogo e gli strumenti destinati al decubito dei nostri corpi; ombrellone, sdraio, lettino: oggetti che nascondono insidie mortali, trappole a molla pronte a scattare al minimo tentativo di regolarne la posizione, mutilando dita, unghie, falangi, a volte arti interi.

giovedì 9 luglio 2015

Word dust - Capitolo 1



L'idea di questo racconto mi è venuta chiacchierando con +Michele Scarparo e Marina Guarneri su un progetto letterario che avevamo sviluppato qualche tempo fa. L'idea era quella di un iper-romanzo, dalla trama non lineare, in cui il lettore avrebbe sviluppato linee alternative di eventi (anche se tutte convergenti) in base alle sue scelte. Un lettore onnisciente ma anche attivo nella storia, insomma.

Il tema del lettore e dei suoi "poteri" è alla base di questo piccolo progetto; nelle prossime settimane vi verranno proposti i successivi capitoli di una storia nella quale i personaggi, a cominciare dal protagonista, perdono il filo degli eventi che li riguardano. 
Ma lo stesso faremo io e il Coniglio. Si potrebbe obiettare che uno scrittore non può mai essere veramente equanime e indifferente alla sua storia; ma questo avviene se la conosce, se sa cosa sta narrando. E noi, in questo momento, non lo sappiamo!
Ci lasceremo trascinare dal vortice dei frammenti di possibili sviluppi e interazioni, senza programmare nulla, esponendovi i tasselli di un mosaico senza curarci di altro che di farli incastrare, senza nessuna idea del disegno generale. Soprattutto, non abbiamo una trama e un finale. Alla fine dell'esperimento, il racconto dovrà concludersi, ma saranno solo i lettori che hanno seguito tutto il progetto ad avere in mano il bandolo della matassa. E allora, dovrete dire la vostra.

E ora, turate il naso, copritevi gli occhi. La Polvere di parole vi aspetta.



giovedì 2 luglio 2015

Il tempo sacro e la matematica nel XIII secolo (o della velocità di fuga di Dio)

Facciamo brevi almeno le premesse: il Coniglio ha una zampa ingessata e fatica a scrivere. Argomento di questo telegrafico contributo è suggerire uno spunto inaspettato per il tema "matematica e rinascimento" proposto dal buon Dionisio Dionisi per il suo Carnevale della Matematica numero 87.
Infortunato nella sua appendice scrittoria, il leporide si consola con letture non propriamente estive; ultimamente gira con una copia di "Il tempo sacro dell'uomo" del grande Le Goff. Si tratta di un breve saggio che parla a sua volta di un "best seller" del periodo pre-rinascimentale, la Legenda Aurea di Iacopo da Varazze, Domenicano di qualche decennio più giovane di Dante.Il libro è noto per essere la seconda opera medioevale più diffusa dopo la bibbia: nell'era precedente alla diffusione della stampa a caratteri mobili, ne sono giunte fino a noi ben 1400 copie manoscritte: un numero enorme.

Ma cos'ha a che fare un libro che racconta la vita di centocinquanta santi con la matematica, e in particolare del rapporto fra scienza e umanesimo che si sviluppa in quei decenni così cruciali per la formazione della cultura europea?