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martedì 3 marzo 2015

La colonia "F"

In questi giorni il Coniglio ha un po' da fare. È impelagato in un paio di progetti complessi, ha una congiuntura lavorativa sfavorevole e vive in una famiglia i cui membri più piccoli hanno raccolto il peggio del panorama microbico circostante per portarselo a casa. 
Questo vuol dire che stasera vi propino una carota dalla "riserva", un modo carino per dire "roba vecchia che avevo nelle budella del Dropbox".
Spero che vi piaccia. 
Ma, se non vi dovesse piacere, se fosse più brutto del solito, ne saremo anche più felici; perché vuol dire che ehi, insomma, a furia di scrivere siamo migliorati! 

Il Cittadino era seduto da un lato del tavolo, nella tipica posa dei veterani delle Colonie: la grossa testa gli ondeggiava lentamente mentre parlava, come un frutto maturo che stesse per cadere dall'albero.
Gli stranieri gli chiesero educatamente come si chiamava, ma questo sembrò stranamente irritarlo.
"Come mi chiamo non ha importanza", disse "non abbiamo l'abitudine di usare un nome fra di noi. A voi sembrerà molto strano, certo. Il fatto è che qui alla colonia F siamo felici, e le cose ci vanno bene così".
Gli altri capirono che non era il caso di interromperlo.