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giovedì 12 marzo 2015

La ladra di parole 2/3


- Lei sapeva che il primo uomo ad intuire qualcosa della realtà ultima dell’universo fu ucciso dai suoi stessi compagni? Aveva sfiorato con le proprie mani impure un lembo del velo inviolabile steso sulla realtà, affinché noi non la contaminiamo.


La voce del Ricondizionatore sembrava provenire da molto lontano e, allo stesso tempo, era subito tutt’intorno alla sua testa. Un punto, nessun punto, tutti i punti; Sila si domandò che senso avesse la sua concezione dello spazio, in un contesto come quello. Sapeva che l’avevano addormentata, prima di lanciarla alla deriva in una delle Capsule di Trattamento, in prossimità di uno dei numerosi satelliti che orbitavano a grande distanza da Retelgeuse. Si sforzò di scacciare quel pensiero e la sensazione di vertigine che l’aveva assalita. Considerò la sua assenza di peso e l’impossibilità di percepire, nel vuoto interplanetario, un qualche punto di riferimento.

- Si chiamava Ippaso. È successo quasi tremila anni fa, in una regione della Terra che gli uomini hanno chiamato Magna Grecia; a quei tempi, il mondo non era meno civilizzato di adesso, e forse più consapevole della necessità di un limite.