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lunedì 5 ottobre 2015

Specchio di pietra

Roccia. È ovunque, intorno a me; una tomba grigia, profonda come una montagna, larga forse come tutto il pianeta. Respiro, cammino, piango all’interno di un piccolo mondo, inerte e sepolto vivo. Sono nato qui, non conosco niente altro; ma come tutti qui sotto, ho memorie inspiegabili, di orizzonti sconfinati, dell’immensità del cielo, con l’aria fresca che soffia sulla pelle; vedo in sogno soli infuocati e gelide notti,  misteriose di stelle.

Il nostro mondo è facile da descrivere; un’immensa caverna centrale, sferica e dalla superficie terrazzata; è il Centro, l’ombelico, l’unico punto nevralgico. Sul suo piano equatoriale si aprono a raggiera dodici cunicoli, ciascuno dei quali conduce ad una cavità simile, dieci volte più piccola: la sala comune di ogni Casata. Dalle pareti di ogni sala gemmano, con uno schema iterativo simile ad un frattale e per tutta l’estensione della superficie sferica, molte altre serie di cavità rotonde, via via più piccole. Le chiamiamo piazze, poi quartieri, poi case; ed ogni casa è divisa all’interno in sei settori, intorno ad un ambiente centrale: uno è l’ingresso, gli altri sono le stanze dove viviamo.