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sabato 19 dicembre 2015

Emme per T

Il problema, per Talbot, era l’accelerazione; nonostante i progressi della tecnica spaziale, il suo organismo non era in grado di abituarsi. Lui la riteneva una questione costitutiva, impossibile da risolvere.
- Ignorare, accidenti. Deve ignorare la sensazione – gli diceva spesso il Maggiore, componendosi al suo fianco all’improvviso. – La escluda dalla mente, si dedichi ad altro. Su questa nave – aggiungeva con sarcasmo – non mancano le distrazioni!
Ma per il Maggiore era diverso: lui era uno sciame, un agglomerato volontario di miriadi di piccoli esseri senzienti, uniti per costituire un organismo più grande e complesso. La gravità e l’accelerazione avevano su di lui, come entità risultante, un effetto trascurabile, poiché il disagio era assorbito della complessità delle sue parti e distribuito nel numero di cui quella complessità si componeva.