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domenica 24 gennaio 2016

Racconti del silenzio

Legno scuro, un riverbero candido, il rossore del vino e del fuoco:
sussurrano canti antichi i colori, quando  il sole tramonta.

Ruvido il tavolo, una vecchia sedia. Intorno, pochi oggetti familiari, le mura sono quasi spoglie. La sedia scricchiola quando mi sposto; la fiamma del camino, incerta, scalda le quattro pareti chiare con guizzi confusi. Geme un filo di vapore, la legna non è asciutta.
Passi, irregolari e inquieti, scivolano sulla neve ghiacciata. Girano intorno alla casa e la porta si apre lenta. Sento le folate di nevischio che lottano contro il tepore, mentre curvo sul tavolo riempio un bicchiere di vino.
Lui lo prende accennando con il capo e si siede davanti a me. Non ci guardiamo in viso, non lo facciamo mai all’inizio.
- Non eri mai stato fuori così tanto.
Beve a piccoli sorsi, come gli costasse uno sforzo enorme. La luce del crepuscolo scivola dentro la stanza e, in un gioco capzioso* di ombre, richiama il chiarore del giorno.
- Il fuoco è quasi spento, vuoi che aggiunga della legna?
- No – dice alla fine. – Va bene così.
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