Privacy

Questo sito fa uso dei cookies utilizzati dalla piattaforme blogger per garantire una migliore esperienza di fruizione dei contenuti e per raccogliere statistiche anonime sugli accessi e sulla visualizzazioni di pagina. Visitandolo ne accettiutilizzo secondo quanto previsto dalle norme specifiche di Google Inc. relative alla propria politica sulla privacy.

giovedì 11 febbraio 2016

Bonadea e l'asintoto

Bonadea è la dea romana della fedeltà muliebre e della sottomissione al marito e agli ideali di purezza e morigeratezza.
Con ironia, è il nome che il protagonista de "L'uomo senza qualità" di Robert Musil assegna alla sua importuna amante ninfomane, della cui pochezza morale e intellettuale cerca invano di liberarsi.

In uno dei capitoli centrali del libro, intitolato con significato "la ricaduta", Ulrich descrive con eleganza un incontro amoroso con la donna, della quale non è riuscito ad evitare il potere seduttivo. Tutta la narrazione è intrisa di un senso di passività e rimpianto, imperniato sul concetto che la passione e l'istinto, elementi basilari e univoci del temperamento di Bonadea, non conducano in alcun modo fuori dal pantano in cui sembra bloccarsi la parabola delle vite dei personaggi dell'opera.
Un'inutile corsa sul posto, sullo sfondo del tramonto di un'epoca, verso l'obiettivo immaginario di una rinascita dell'intelletto e dello spirito che, mentre sembra farsi più maestosa e allettante, al contempo svanisce come un miraggio all'orizzonte.
Questa negazione, al tempo della storia e alla storia dell'uomo, è ciò a cui si sottrae Ulrich, il protagonista, con un atteggiamento di costante passività disincantata e analitica.
Nella scena amorosa, il giovane sa mantenere invariato il suo approccio alla realtà e descrive Bonadea che si affanna alla ricerca di un significato - che per lei è appagamento fisico - dell'istinto che le domina lo spirito. 
In queste riflessioni vi è uno spunto sottilmente matematico che ben si coniuga, dato il contesto, con il tema prescelto per questo carnevale.
Bonadea si lamenta che la sua voluttà non è appagata "né dalla ripetizione né dall'intensificarsi" dell'interazione amorosa e sensuale. Beh, ok, è ninfomane.